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Ivo Fetoni

Ivo Fetoni

Addio ad Ivo Fetoni, l'agricoltore della Valle Galeria in prima fila contro le discariche

Il ricordo dell'attivista recentemente scomparso. Manuela D'Antoni (Comitato Valle Galeria Libera): "E' stato un punto di riferimento"

E’ deceduto per una patologia polmonare. Nonostante la grave malattia però ha continuato ad essere in prima linea in difesa della Valle Galeria, la sua valle. Perchè lì, Ivo Fetoni, era nato e cresciuto.

La malattia

E’ morto “di una malattia polmonare come tante altre persone, qui, nella Valle Galeria” ha tenuto a sottolineare suo nipote Claudio, che è anche il presidente del Comitato di Quartiere Castel Malnome. Con lui se n’è andato “un simbolo del legame ad territorio” a cui era tenacemente attaccato.

Un agricoltore lungimirante

“Tra qualche giorno, agli inizi di aprile, avrebbe compiuto settant’anni” ha raccontato a Romatoday Claudio, il nipote. “Ha abitato sempre qui ed è stato testimone di un radicale cambiamento. Era dispiaciuto del fatto che i suoi vicini, come lui agricoltori, avessero ceduto i loro terreni perchè ne facessero delle cave, senza preoccuparsi di quello che sarebbe accaduto dopo. Le considerava delle spade di Damocle sulla vallata”. A differenza loro, Ivo Fetoni, era riuscito ad ottenere il ripristino ambientale della cava che, una volta terminata l’estrazione, è stata ricoperta e coltivata.

Il ricordo del Comitato Valle Galeria

Figlio di un agricoltore che nella Valle Galeria era arrivato nel 1935, Ivo Fetoni è stato “un simbolo del legame che si può avere con un territorio” ha commentato Giacomo Giujusa, l’ex assessore all’Ambiente del Municipio XI. “Lo ricordiamo sempre intento, in sella al suo trattore, a portare testimonianza diretta delle sue esperienze di vita. L’ ha vissuta coltivando la sua terra e lottando per proteggerla dalle trasformazioni che ne hanno lentamente intaccato gli equilibri naturali, cedendo allo sviluppo di infrastrutture e impianti”.

Aveva riscattato dall’Ente maremma, in trent’anni, il podere dov’era vissuto con la propria famiglia. Ed era diventato, col tempo, parte integrante del territorio che difendeva in prima persona.“Sapeva fare cose incredibili, ad esempio ha costruito una casetta sull’albero in memoria del figlio - scomparso in un incidente stradale - tutto da solo - ha sottolineato Manuela D’Antoni - Gli abbiamo voluto bene ed abbiamo apprezzato il suo lavoro”.

Un punto di riferimento

“Non mi sono ancora ripresa dalla notizia della sua morte” ha spiegato Manuela D’Antoni, del comitato Valle Galeria Libera “è stato per noi un punto di riferimento. I suoi racconti erano preziosi, il suo impegno costante. Ricordo che anche negli ultimi tempi della sua terribile malattia, ha continuato a tenere aperto il nostro presidio contro le discariche”. Un impegno mantenuto finchè, il fisico delibato glielo ha concesso.

Il suo impegno, le tante testimonianze d’affetto lo dimostrano, non sarà facilmente dimenticato.

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