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Martedì, 18 Giugno 2024
Ponte Galeria Ponte Galeria / Via del Ponte di Malnome

Falchi pellegrini: nel nido dell’ex inceneritore sono nati 4 pulli

Nidiata da record per la coppia di rapaci che dal 2020 abita sull'ex ciminiera

L’ex termovalorizzatore di Ponte Malnome, l’impianto che era adibito all’incenerimento dei rifiuti ospedalieri, ha la più importante nidiata di rapaci che sia monitorata in città.

I falchi monitorati a Roma

Sulla vetta dell’impianto, dal 2019 l’associazione Ornis italica segue con attenzione le vicende di “Alrisha e Sirius”, questo è il nome dato alla coppia di falchi pellegrini che nidifica sull’ex ciminiera. Grazie alla collaborazione attivata con Ama, che ha contribuito alla gestione della cassetta nido, i due rapaci vengono monitorati dall’occhio elettronico di “birdcam”: si tratta del progetto avviato nel 2004 da Ornis italica. Un’operazione che consente di seguire, a Roma, sei nidi realizzati su piezometri ed altre strutture.

Un eden per i volatili

Quella di Ponte Malnome, situata in un’area fortemente industrializzata, dista poche centinaia di metri dalla Riserva naturale statale del litorale romano, una sorta di paradiso per gli appassionati del birdwatching. Tra i volatili che la popolano, ne sono state censite oltre un centinaio di specie, ci sono anche quelli di cui si nutrono i falchi pellegrini ed i quattro pulli che da qualche giorno sono stati messi alla luce.

I falchi pellegrini a Roma

I falchi pellegrini, a Roma, non sono presenti soltanto nei nidi monitorati da Ornis italica. Vengono osservati in contesti sorprendenti, perché fortemente antropizzati. E’ il caso ad esempio dell’esemplare che lo scorso giugno è stato trovato, e soccorso, dalla polizia di Stato. Era appollaiato su un’auto in sosta all’ombra del Cupolone, in pieno centro cittadino. Un altro era stato salvato nella zona dell’ex Gazometro e, dopo le cure della Lipu, è stato rimesso in libertà.

Il nido sull'inceneritore

I rapaci di Ponte Malnome invece hanno preso casa a Roma in maniera stabile. Per anni seguiti dai volontari dell’Oasi Lipu di Castel di Guido, erano inizialmente stati localizzati sulla sommità d’una torre, della raffineria di Roma. Nel 2018 la struttura è stata demolita e da allora, ad un’altezza di di circa 50 metri, è stato costruito un nuovo nido sulla vetta dell’ex termovalorizzatore di rifiuti ospedalieri. “Nel 2020, per la prima volta, abbiamo constatato con piacere l’occupazione del nido, che finora ha dato alla luce quattro falchetti (due nel 2020 e due nel 2021)” ha fatto sapere Ornis Italica. Quest’anno il numero è raddoppiato.
 

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