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Piani di Zona: parte da Monte Stallonara la commissione d'inchiesta del Campidoglio

Il lavoro della Commissione d'inchiesta sui piani di zona parte da Monte Stallonara. Calabrese (M5s): "Qui sono necessarie verifiche sia sui prezzi massimi di cessione che sulle opere di urbanizzazione mai completate"

Parte da Monte Stallonara la Commissione d'inchiesta che il Campidoglio ha aperto sui Piani di Zona. Nel quartiere, si è svolto mercoledì mattina un primo sopralluogo, cui hanno preso parte tecnici del Comune, della Regione, ed anche alcuni consiglieri pentastellati di Roma Capitale e del Municipio XI.

LE ASPETTATIVE - "Non c'erano i rappresentanti delle opposizioni, un segnale purtroppo negativo – commenta Monica Polidori, del Comitato di Monte Stallonara – comunque desideravo che non fosse una commissione politica, ma una vera commissione d'inchiesta e questo desiderio è stato esaudito. Sono state fatte domande puntuali, a risposta chiusa. Soprattutto mi è sembrato che i consiglieri abbiamo focalizzato l'attenzione sulle responsabilità per la realizzazione ed il controllo di un piano di zona pieno di incongruenze. Ma sono sicura – aggiunge la cittadina – che poi la magistratura sapra fare luce su queste responsabilità". 

UN QUADRO COMPLICATO - Come ha riconosciuto Pietro Calabrese, presidente della Commissione d'inchiesta, il lavoro che dovrà svolgere la sua commissione è complesso, perchè nel caso di Monte Stallonara si parla di un Pdz che necessita di  "verifiche sia sui Prezzi Massimi di vendita e locazione, sia sulla quasi totale mancanza delle Opere di Urbanizzazione". Come tante volte è stato ricordato, il quartiere soffre di gravi carenze infrastrutturali: dalle strade al sistema fognario, tutto a Monte Stallonara sembra esser stato lasciato a metà. "Ma non basta. Questo Piano, così come rilevato recententemente anche dal Capo Procuratore Giuseppe Pignatone, è stato costruito sopra una discarica abusiva di rifiuti solidi urbani". Sulla questione non sembra esservi stata la vigilanza attesa. Difficile risalire alle reali respnsabilità del mancato controllo

IL PING- PONG - "Nel 2007 la Regione con un'apposita delibera individuò una serie di prescrizioni, 16 in tutto, cui bisognava attenersi prima realizzare il locale piano di zona. Secondo il  funzionario della Regione Lazio intervenuto al sopralluogo – fa sapere il consigliere Calabrese – queste prescrizioni avrebbero dovuto essere espletate sotto la diretta responsabilità di Roma Capitale". Ma  "L'attuale dirigente dell'Ufficio Edilizia Sociale del Comune ha replicato che il Coune ha recepito queste prescrizioni". Tuttavia non ha specificato se e come sono state ottemperate "Per questo - ha sottolineato Calabrese - abbiamo subito chiesto i progetti esecutivi completi di tutte le indagini geotecniche al Genio Civile. Nel corso del sopralluogo – ha poi aggiunto il consigliere pentastellato -  l'Avvocato in difesa degli inquilini ha ribadito che la Regione Lazio aveva comunque una duplice competenza". Doveva in altre parole controllare " sia il rispetto delle prescrizioni, che le fatture sui lavori effettuati, prima di emettere il corrispondente finanziamento pubblico".

PROSSIMI IMPEGNI - Un quadro complicato, quello che ha portato all'edificazione di Monte Stallonara. Ma sicuramente non è l'unico Piano di Zona problematico con cui la Commissione dovrà fare i conti. Nel corso del sopralluogo infatti, dalla presidente del Municipio VII Monica Lozzi sono stati anticipate anche le criticità relative al PdZ di Osteria del Curato e Romanina.  Il lavoro è incominciato. "L'auspicio – ha concluso Calabrese – è che tra Regione Lazio e Roma Capitale vi sia la massima cooperazione ". Se lo augurano soprattutto i cittadini.

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