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Tevere, dopo le passerelle e la propaganda estiva è abbandono a Cinque Stelle

Finita l’estate regna il degrado nelle banchine attrezzate per “Tiberis” e “Piazza Tevere”. Legambiente: “Comune intervenga prima della piena”

Un desolante abbandono. E’ questa la sensazione che si prova percorrendo le banchine che, la scorsa estate, hanno ospitato Tiberis e Piazza Tevere

Oltre la propaganda

Sotto ponte Marconi e nel tratto compreso tra ponte Sisto e ponte Mazzini, regna la desolazione. Dietro il velo della propaganda pentastellata, si annida l’incuria in cui sono lasciati questi spazi. Luoghi che dovevano servire a riavvicinare i romani al loro fiume. E che invece si stanno trasformando in una pericolosa minaccia.

La segnalazione del cittadino

“Ecco quello che oggi rimane di Piazza Tevere. Un reticolato pericolosissimo lungo circa 500 metri su cui era appoggiato il prato in parte già finito nel Tevere con la piena e in parte ancora in loco imbrigliato nelle maglie” ha dichiarato un residente, Luca Laurenti. Il cittadino ha documentato anche con un video le condizioni in cui versa la banchina “se non lo avessi visto con i miei occhi – ha commentato – non ci avrei creduto”.

Lo stato di Tiberis

D’altra parte se Sparta piange, Atene non ride. E così anche più a sud, all’altezza di Marconi, le cose non sembrano andare troppo bene. Terminata la terza edizione di Tiberis, non si è provveduto a rimuovere gli ultimi rifiuti che l’iniziativa aveva prodotto. Ora, insieme ad una maxi cisterna divelta sulla riva, rischiano di finire in acqua. Destino che si accinge a vivere anche il reticolato plastico su cui era stato sistemato il manto erboso di “Piazza Tevere”.

Il pericolo ambientale

Lo stato in cui versano  le banchine non è sfuggito a Legambiente. “Operazioni come quelle della spiaggia di Ponte Marconi e dell’area attrezzata sul fiume sotto Ponte Sisto, oltre ad essere discutibili per non aver di certo migliorato l’estate dei romani, diventano anche un pericolo ambientale per tutto il resto dell’anno” ha fatto notare Roberto Scacchi, numero uno dell’associazione ambientalista nel Lazio.

Intervenire prima della piena

Il rischio è che “se il comune non prevvederà” a rimuovere i rifiuti di ponte Marconi e la rete di plastica di ponte Sisto “finirà per farlo la prossima piena” ha sottolineato il presidente regionale di Legambiente. Il rischio è concreto. E stride con  l’intenzione, spesso sbandierata, di salvaguardare e valorizzare il Tevere. Ma forse era solo propaganda. 

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