Mercoledì, 4 Agosto 2021
Marconi Marconi / Piazza Enrico Fermi

Dal Pdl al Pd fino al M5s la cancellazione del PUP Fermi rimane un tabù

Per il Segretariato Generale c'è un vuoto normativo

Passano le consiliature, ma il destino di alcune proposte di delibera d'iniziativa popolare sembra non mutare. E' il caso di quella che chiedeva la cancellazione del PUP Fermi, a Marconi. Sembra essersi incagliata da anni nel porto delle nebbie. Al punnto che Riccardo Micheli, uno dei suoi promotori, ha deciso di rivolgersi alla Prefettura di Roma. Una mossa che ha sortito l'effetto di ottenere almeno una reazione dal Campidoglio. Una risposta, firmata dal Segretariato Generale, che però non dissipa il fumoso destino della proposta di delibera.

La risposta di Roma Capitale

Il direttore del Segretariato Generale, nella lettera inoltrata alla Prefettura, ha avuto almeno il merito di ricostruire il travagliato iter vissuto dalla proposta di cancellare il PUP di Marconi. Anche se, a ben vedere, le difficoltà sono state tutte sul fronte dell'amministrazione. Perchè i cittadini, raccogliendo 6111 firme in appena 2 mesi, hanno mostrato di avere le idee molto chiare.

Cinque anni di travaglio

Nel marzo del 2012 un gruppo spontaneo di cittadini, il cosiddetto Comitato No Pup Fermi, presentò una proposta di delibera popolare all'assemblea capitolina, con cui si chiese di revocare la concessione per il parcheggio interrato. Bastò appena una settimana per ottenere il parere favorevole della Commissione. Due settimane più tardi però – secondo la ricostruzione  del Segretariato – arrivò il parere del Dipartimento Mobilità e Trasporti. La proposta di deliberazione (38/2012) non venne così mai calendarizzata durante la consiliatura di Alemanno. Nel frattempo nacque anche un contenzione con il concessarionario, che portò portò la Giunta (13 marzo del 2013) a prendere l'iniziativa, dando mandato agli uffici di dirimere la controversa, trovando  un percorso condiviso con il concessionario.

La sentenza del Tar

Il Segretariato, nel ricostruire il complesso iter della delibera, cita anche il pronunciamento del Tar Lazio che "ha accolto la richiesta di risarcimento danni del concessionario, cosa che ha di fatto sancito la rinuncia di questi a realizzare il parcheggio proposto". Tuttavia "il Tar ha richiesto l'annullamento ma – spiega Riccardo Micheli, portavoce del Comitato NoPup Fermi – il Comune non si è mai attivato e non mi risulta  che la concessionaria abbia quindi mai preso i soldi del risarcimento".

La Giunta Marino

L'epopea è proseguita con la giunta Marino. Perchè, con il rinnovo dell'amministrazione, la proposta è di nuovo stata sottoposta al parere degli uffici e della Commissione competente (mobilità). Si è così ripetuto quanto già accaduto in passato: parere contrario degli uffici e favorevole della Commissione. E così la proposta di delibera viene finalmente portata in Aula Giulio Cesare. Siamo così arrivati al 25 giugno del 2014. Una data spartiacque, perchè in quella circostanza l'Assemblea Capitolina ha deciso di mandare indietro la proposta di delibera.  E' tornata in Commissione per approfondimenti, e da quel momento in poi se ne sono perse le tracce.

Conclusioni

Per far riemergere la proposta di delibera, è stato necessario scomodare la Prefettura. Si viene così a scopire che il problema, secondo il Segretariato,  è dato da un vuoto normativo. In sostanza, non è chiaro se una proposta di delibera popolare possa sopravvivere oltre le due consiliature o se, in caso contrario, la si debba considerare decaduta. Nel caso di specie, le consiliature attraverso cui è transitata  volendo includere anche il Commissariamento di Tronca,sono state quattro. "Sinceramente il comportamento del Comune si è mostrato ambiguo – spiega Riccardo Micheli – noi speravamo che dopo 5 anni, con l'ennesimo cambio di amministrazione, la delibera potesse essere votata in aula. Bisogna semplicemente votare a favore o contro quel PUP,  ma sembra proprio che non ci si riesca".  Una soluzione ci sarebbe. E' lo stesso Segretariato Generale ad indicarla. Basterebbe infatti una decisione dei Capigruppo capitolini, per dirimere la questione del vuoto normativo. Una mossa utile anche per altre vecchie proposte di delibera popolare, rimaste  per anni nei cassetti. 

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