Lunedì, 26 Luglio 2021
Marconi San Paolo / Viale Guglielmo Marconi

Marconi, in strada tra lucciole e degrado: “Colpa della politica bigotta”

Dopo il sopralluogo di Alemanno di qualche giorno fa siamo andati nel quartiere a sentire la voce dei residenti. Che gridano alla vergogna ma sulla repressione non la pensano come il sindaco

Le 'lucciole' a Viale Marconi? Problema annoso ma non saranno le sanzioni penali che chiede Alemanno a mandarle via dalla strada. Così almeno la pensano i residenti di una delle arterie della Capitale più colpite dalla piaga della prostituzione e dove qualche giorno fa si è recato anche il primo cittadino al seguito di un'operazione contro la prostituzione condotta dalla polizia municipale. All’indomani del blitz notturno Alemanno aveva commentato sul suo blog: “Non esiste una legge penale nonostante io chieda da tre anni di farla perché sarebbe la vera forma di contrasto rispetto a una brutta forma di degrado”.

Da anni chi abita in Viale Marconi è costretto a convivere con le 'lucciole' che durante le ore notturne affollano i marciapiedi del lunghissimo viale alberato, dall’Università di Roma Tre giù giù fino alla  Cristoforo Colombo: un problema che non crea solo degrado, ma anche molto imbarazzo soprattutto tra gli anziani e nelle famiglie con bambini piccoli. “Abito qui, pago il mutuo – dice una signora – ma ad invitare qualcuno a cena mi sento a disagio, se per accompagnarlo alla macchina devi fare lo slalom tra le ragazze scollacciate”.

“Di sera puoi prendere il numeretto – afferma sarcastico un signore anziano  -  Le trovi sui marciapiedi e davanti ai parchi pubblici, perfino dietro i distributori di benzina. E importunano anche chi passa a piedi”. E ancora: “Non giudico il mestiere in sé, è inutile fare gli ipocriti, e poi anche le prostitute devono vivere. È questa situazione ad essere vergognosa per chi paga le tasse ed un mutuo e poi se le ritrova sotto casa”.

Sul degrado insomma tutti d’accordo con il sindaco, ma come risolvere il problema? Posti di fronte alla domanda le reazioni dei residenti diventano paradossalmente più accese. Perché la soluzione è a portata di mano, semplice e immediata, mentre il chiacchiericcio della politica sarà buono per far campagna elettorale ma nella sostanza ha prodotto risultati piuttosto scarsi. E così dopo la richiesta del parlamento dell’VIII Municipio di abolire la legge Merlin, anche in Viale Marconi la parola d’ordine è legalizzare.

“Che lo facciano in case chiuse, case d’appuntamento o a casa loro non mi importa – è l’opinione di un signore domiciliato nei pressi della stazione Metro, un tratto di strada tra i più affollati dalle lucciole – il punto è che è necessario, anzi urgente, toglierle dalla strada e anche dalle mani dei magnaccia che le sfruttano”. Gli fa eco una signora: “Ci sarebbe più controllo dell’igiene, meno delinquenza. E pagherebbero anche le tasse”.

Soldi allo stato in cambio di meno degrado e criminalità. E se si risponde con la repressione è solo a causa della falsa coscienza della classe politica.  “Ma a che serve aumentare le pene? – si chiede una coppia di anziani – Che si fa si pattugliano tutte le strade della Capitale, si mettono in galera i clienti? A Roma andavano a prostitute gli antichi romani e ci andranno anche dopo Alemanno.”

“La soluzione sarebbe guardare ai modelli del nord Europa – spiega un ragazzo – come Amburgo e Copenaghen. Lì si riesce a conciliare prostituzione e decoro, ma in Italia c’è il solito problema del Vaticano. E la politica è complice di questa ipocrisia. Fa finta di scandalizzarsi, ma in realtà sanno benissimo che la repressione non serve a nulla”.  

 

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