Mercoledì, 22 Settembre 2021
Marconi Marconi / Via Ostiense

Baraccopoli Marconi: "Perchè la gestione delle rive del Tevere non viene decentrata?"

Dal centrodestra del Municipio XI arriva una proposta per riqualificare in modo definitivo le sponde del fiume Tevere. Palma: "Solo gli sgomberi non bastano, le rive vanno vissute. La gestione passi ai Municipi"

La presenza d’insediamenti abusivi lungo le sponde tiberine del Municipio VIII e XI, rappresenta una costante. Le rive continuano ad essere in gran parte sottoutilizzate ed anche il progetto di riqualificazione per ora messo in campo, ha interessato una porzione modesta del fiume. Laddove però è avvenuta, gli effetti migliorativi si sono notati. Altrove invece, si registano i soliti problemi.

ILLEGALITA' E SALUTE - “Marconi e Magliana con i rispettivi argini del fiume ma anche il lato de La Terza Università ad Ostiense, vivono la medesima situazione da anni – osserva Marco Palma, già candidato presidente del Municipio XI – il sistema della presunta tolleranza ha consentito la realizzazione di veri e propri villaggi sulle sponde, consentendo condizioni di vita surreali per una città come Roma ed alimentando illegalità e rischi igienico sanitari sia per i cittadini che per il fiume, oltre che per chi abita in queste realtà ".

LA GESTIONE DECENTRATA -  Sul piano della proposta, “continuare a fare finta di nulla o peggio proseguire sulla logica dello sgombero non paga – ammette il consigliere Palma – Occorre iniziare ad utilizzare questi spazi ed a ricollocare le persone ricollocabili in altri luoghi”. Poi però bisogna fare altro. Palma lancia così l’idea di “ decentrare la gestione da parte della Regione Lazio ai municipi. Non si capisce perchè a Roma Nord gli argini siano occupati da centri sportivi esclusivi ed a sud dell'isola tiberina sia stata data l'esclusiva alla occupazione da parte di irregolari o di pochi fortunati assegnatari".

IL TEVERE ED I FIUMAROLI - L'idea del consigliere, in linea teorica, mira a riqualificare le sponde puntando sulla loro amggiore fruizione. Non è dunque lontana dalla proposta di Claudio Sisto, responsabile del Gruppo Sommozzatori della Protezione Civile e, come piace definirsi a lui, “fiumarolo”. “Non credo che si debbano decentrare necessariamente le competenze per arrivare a migliorare l’utilizzo del Tevere. Quello che da tempo ripeto è che per valorizzarlo ci sono due strade. La prima prevede la salvaguardia tradizionale, con guardiaparco che tengano sotto controllo le rive nella loro componente naturalistica. Una soluzione che mi sembra piuttosto costosa. La seconda – propone Claudio Sisto – è di affidare la manutenzione delle porzioni vegetative alle realtà che già sono presenti sul fiume, siano associazioni, coordinamenti di protezione civile o società sportive. A Ponte Marconi c’è già un esempio in tal senso: Non lo cito perché siamo noi del Gruppo Sommozzatori ad occuparcene, ma perchè funziona davvero. Per me dunque la soluzione da perseguire è proprio quest’ultima”. Un’opzione che permetterebbe alle realtà che vivono il Tevere, di prendersi cura anche della sua salute. Con reciproca soddisfazione.

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