Lunedì, 20 Settembre 2021
Marconi Marconi / Lungotevere degli Inventori

Tevere, nuova moria dei pesci sotto Ponte Marconi

Esemplari di grosse dimensioni ripresi senza vita a ridosso della banchina, a pochi metri da Tiberis

Sembra un film già visto. Anche quest’anno, sul pelo dell’acqua del Tevere, sono stati avvistati numerosi pesci morti. Ed anche questa volta, come in passato, gli esemplari sono stati immortalati nella zona di Marconi.

La nuova moria di pesci

Forse portati dalla corrente, decine di barbi tiberini di grandi dimensioni, si sono concentrati sulla rampa di accesso alla banchina del fiume. La sponda è quella di Valco San Paolo, a poche decine di metri di distanza da Tiberis, la spiaggia sul fiume attrezzata anche quest’anno dal Campidoglio sotto ponte Marconi.

I precedenti

Un episodio analogo si era verificato già all'inizio di giugno del 2020. In quell’occasione la moria di pesci venne segnalata sia a ponte Vittorio Emanuele II che al ponte della Scienza, sempre nella zona di Marconi. Si trattava di centinaia di Barbi tiberini e cefali, anche quella volta esemplari adulti. Sulla vicenda, poi replicatasi nel mese di luglio dello stesso anno, sono state condotte analisi dalla Asl e dall’Arpa Lazio.

I pesticidi scoperti nel 2020

Le indagini dell’Arpa, com’è poi emerso, avevano evidenziato la presenza in acqua di nicotinoidi, un pesticida molto utilizzato in agricoltura, soprattutto per le colture di mais che abbondano a Nord della Capitale. Però, come spiegò in quella circostanza il direttore del Dipartimento Ambiente di Roma, “la semina avviene tra marzo ed aprile mentre gli interventi sulle coltivazioni (con i nicotinoidi ndr) vengono effettuati per tutto il mese di maggio”. Quindi in quel caso era plausibile collegarle l'uso del pesticida alla moria di pesci, verificatasi a giugno. Questa volta, invece, sul piano temporale potrebbero non esserci questo tipo di correlazione.

Le piogge e la diossina finita in acqua

Anche nel 2020 però, la moria di barbi e cefali, avvenne dopo un forte temporale. All'epoca fu ipotizzato anche che la pioggia, dilavando le strade, avesse finito  per trasportare in acqua acqua gli inquinanti presenti . Ed un temporale, a Roma, si è verificato anche nella giornata di martedì 24 agosto, due giorni prima degli ultimi avvistamenti.

Con un fiume che in questo periodo ha una scarsa portata d’acqua, l’arrivo improvviso di inquinanti, potrebbe rappresentare un problema. Soprattutto per gli esemplari più grandi, che ne resterebbero maggioremente intossicati. Si tratta tuttavia di ipotesi che andrebbero verificate. La moria di pesci invece è confermata. Adesso bisognerà capirne il motivo.

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