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Martedì, 18 Gennaio 2022
Marconi Marconi / Via Tirone

Ex Mira Lanza l'eterna incompiuta: tra sgomberi, incendi e progetti arenati

Dopo l'ennesimo incendio si torna a parlare di rilancio dell'ex saponificio. Veloccia: "Oggi ci sono le condizioni economiche e politiche per imprimere una accelerazione alla sua riqualificazione"

L’incendio che nella tarda mattinata dell’11 gennaio è scaturito dai locali abbandonati dell’ex Mira Lanza è solo l’ultimo di una lunga serie. 

Lo spazio dove sorgeva lo storico saponificio di Marconi ha spesso finito per riempire le pagine della cronaca romana, per le sterpaglie o rifiuti che vi hanno preso fuoco, ma anche per le iniziative legate agli sgomberi di quanti, occasionalmente, sono andati ad insediarvi delle baracche.

Incendi e sgomberi

Gli sgomberi e gli incendi, negli ultimi anni, si sono susseguiti a ritmi vertiginosi. Uno all’anno in media. Talvolta uno dietro l’altro, com’è avvenuto nell’aprile del 2014 quando, all’indomani di uno sgombero di alcuni persone senza fissa dimora, le fiamme sono tornate ad avvolgere i locali abbandonati di via Tirone. Non sono mancate neppure le operazioni di polizia, come quella condotta nel gennaio del 2019 dai carabinieri, che ha portato alla luce un vero e proprio fortino dello spaccio, allestito negli spazi dell’ex saponificio.

La richiesta di intervento

Ma sono stati soprattutto gli incendi a dominare la scena, seguiti spesso dalla richieste di quanti, rivolgendosi all’amministratore di turno, hanno chiesto di effettuare sgomberi e bonifiche. “Speravamo che queste pagine amare fossero archiviate tra le vergogne del passato – ha così commentato Maurizio Gasparri, alludendo all’incendio dell’11 gennaio - E speravamo che il nuovo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, mantenesse le promesse della campagna elettorale” ha dichiarato il senatore di Forza Italia, puntando l’indice su “l'assenza di azioni risolutive che hanno lasciato alla città vecchie emergenze”.

Il progetto urbano Ostiense Marconi

Anche i cittadini attendono azioni risolutive sull’ex Mira Lanza. E non da oggi. Esiste infatti un Progetto Urbano Ostiense Marconi, scritto nel 1999-2000 ed aggiornato nel 2003-2004, che prevedeva una serie di operazioni per rilanciare il quadrante. Tra queste erano inclusi gli interventi di riqualificazione anche dell’area dov’è presente l’ex saponificio. Nella zona era prevista ad esempio la realizzazione del parco Papareschi. 

Il parco Papareschi

Il progetto del parco, per cui si sono mobilitati anche cittadini e comitati, doveva essere condotto ricorrendo agli oneri a scomputo della Romana Docks, il gruppo immobiliare che ha investito nel quadrante. E’ stata realizzata anche una conferenza dei servizi ed una serie di carotaggi che hanno messo in luce un livello d’inquinamento del terreno superiore alle attese. E l’operazione ha subito uno stop. 

Il bando arenato del Reinventig cities

Parallelamente l’area dell’ex Mira Lanza era stata inclusa dall’amministrazione Raggi in uno dei progetti del Reinventig cities. Nonostante ci sia stata una iniziale manifestazione di interesse nella fase 1 che non ha avuto seguti per cui - ha confermato l’assessorato all’urbanistica di Roma Capitale – al momento la situazione è ferma. Rimane pertanto in essere il citato Progetto Urbano che prevedeva, tra l’altro,  di destinare uno degli edifici alla realizzazione di un asilo nido.

Il rilancio dell'ex Mira Lanza

“È evidente che quello stabilimento industriale, ormai dismesso da anni, non può e non deve rimanere in questo stato di abbandono: se ridestinato l'ex Mira Lanza è un luogo dalle grandissime potenzialità, ma che lasciato in queste condizioni rischia di diventare pericoloso e degradato – ha commentato l’assessore all’urbanistica, Maurizio Veloccia – Oggi ci sono le condizioni economiche e politiche per imprimere una accelerazione alla sua riqualificazione  anche, se possibile, riconsiderando l’originale Progetto Urbano fermi restando i principi che lo caratterizzano: recupero e riqualificazione dell’area e implementazione dei servizi di pubblica utilità per il quadrante”.  Si tratta di riavviare ed eventualmente aggiornare vecchie progettualità. Possibilmente prima dell’ennesimo incendio.
 

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