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Nella foto il campo di via Candoni

Nella foto il campo di via Candoni

Inclusione dei rom, nel Municipio XI regna lo scetticismo. Garipoli: “Le case prima agli italiani”

Il superamento delle baraccopoli istituzionali, cui mira il Campidoglio, apre la discussione anche sull'accesso agli alloggi in edilizia residenziale pubblica. Garipoli (FdI): "Devono essere rispettate le persone in lista da decenni"

La delibera con cui il Campidoglio ha avviato il confronto sull’inclusione delle popolazioni Rom, non convince il centrodestra. In particolare, non ha fatto breccia tra i consiglieri di Fratelli d’Italia dell’XI Municipio. A destare delle perplessità non è tanto  l’idea di superare le baraccopoli istituzionali, scelta verso la quale convergono tutti. La preoccupazione di Fratelli d’Italia è soprattutto incentrata sulle modalità d'accesso alle liste d’attesa per alloggi in edilizia popolare.

IL TAVOLO PER L'INCLUSIONE - “Ennesima follia del Sindaco Raggi e della Giunta del Movimento Cinque Stelle – premette  Valerio Garipoli, capogruppo municipale di FdI – con la delibera n.117 del 16 dicembre hanno istituito un ‘Tavolo cittadino per l’inclusione delle popolazioni Rom’  il cui compito – ricorda il consigliere – sarà quello di individuare entro il 31 gennaio 2017 le modalità con le quali arrivare allo sgombero dei campi nomadi della Capitale e l'avvio del processo d'inclusione dei nomadi” .

IL SUPERAMENTO DEI CAMPI - “La delibera – continua Garipoli – parla chiaramente di chiusura dei campi nomadi ma anche di inclusione economica e sociale della comunità rom, rendendo permanente la loro presenza". Per farlo si punta su  "interventi integrati nell'ambito di politiche di inclusione sociale con particolare attenzione alle situazioni di povertà, salute, emergenza abitativa, istruzione e lavoro. Quattro assi d'intervento ben precisi che vengono delineati senza alcun riferimento - sottolinea il consigliere municipale - alle politiche di espulsione o ai vincoli necessari e fondamentali al percorso d'integrazione"

GLI ALLOGGI POPOLARI - “I campi nomadi vanno chiusi  – concorda il Capogruppo di Fratelli d’Italia – ma chi non è in grado di stare sul nostro territorio deve esser riaccompagnato nel suo paese d'origine o al massimo sostare in aree apposite e in un arco temporale circoscritto di massimo 6 mesi. Soltanto chi ha garanzie anagrafiche, economiche, nessun carico pendente ed almeno un ciclo di studi, allora potrà inserirsi come nucleo familiare nelle liste di edilizia residenziale pubblica (ERP) di Roma Capitale, rispettando però la graduatoria già in essere e le tante famiglie in attesa da decenni”.  L’intenzione di chiudere le baraccopoli istituzionali, potrebbe avere conseguenze dirette per il territorio amministrato da Torelli. Per questo il Consigliere Garipoli annuncia “un’interrogazione urgente su tale provvedimento,  per conoscere gli effetti su situazioni che riguardano il nostro Municipio" a partire  "dal campo di via Candoni”.

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