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Ex Saferrot, crescono gli interrogativi sul cantiere di Magliana: "Vogliamo vedere le carte"

Il destino dell'area dove sorgeva il capannone della Saferrot alimenta perplessità. Fainella (PD): "C'è un cartello lacunoso, un esposto in Procura e manca l'autorizzazione de genio civile. Ma allora perchè il cantiere è ancora in funzione?"

Dal gruppo Sei di Magliana se: l'area di cantiere dell'ex deposito Saferrot

A due passi dal fiume Tevere, nell’area dell’ex deposito Saferrot, è stato allestito un cantiere. Un cartello lacunoso non consente però di sapere a cosa si stia lavorando. Il Municipio XI sta pertanto cercando di far luce sulla vicenda anche perché, quel sito, aveva alimentato una grande attesa. Lì si era infatti ipotizzata la creazione di una biblioteca e di una porta di accesso al Parco del Tevere.

LA RICHIESTA DI CHIAREZZA - “Lo scorso 28 ottobre ho presentato un esposto alla Procura – fa sapere Daniela Gentili, già Consigliere municipale ed ora segreterio del Circolo PD di Magliana –  il motivo? C’è un cartello leggendo il quale non è possibile comprendere cosa si stia realizzando. E neppure è indicata qual è l’autorizzazione concessa”. L’obiezione è stata fatta propria dalla Commissione trasparenza del Municipio XI. “Ho convocato una prima seduta il 2 novembre ma dal momento che non si era presentato nessuno, ne ho calendarizzata una seconda che si è svolta il 23 novembre. Nel frattempo – spiega Giulia Fainella, Presidente di Commissione –ho anche fatto regolare richiesta di accesso agli atti. Ma è trascorso un mese, ed ancora non si è visto nulla”.

L'AUTORIZZAZIONE MANCANTE - La seduta del 23 novembre, ha consentito di ottenere delle informazioni. “La direzione dell’UOT Municipale ha dichiarato in Commissione che il cantiere non può effettuare i lavori in quanto manca l’autorizzazione del Genio Civile. Quindi –osserva  Fainella – io pongo due questioni. Innanzitutto mi chiedo se sia stato giusto concedere di realizzare quest’intervento urbanistico. Lì ricordo che era previsto un Piano di Recupero Urbano, con una serie di opere pubbliche che così non saranno realizzate. E poi mi chiedo come sia possibile che questa ditta stia lavorando ed in sostanza costruendo un edificio, senza che nessuno ci faccia vedere le carte che glielo consentono”. Richieste legittime , sul piano amministrativo. Le risposte potrebbero esser contenute in quegli atti che, richiesti il 2 novembre, ancora non sono stati consegnati.
 

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