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Corviale, niente sgomberi per ora: la riqualificazione è ferma al palo

Per la riqualificazione del "Serpentone" di Corviale occorre sia prima liberato il IV piano dai suoi occupanti. Operazione tutt'altro che immediata. Galeota (Ass. Corviale Domani): "E' un processo che richiede i suoi tempi"

Il serpentone non ha cambiato pelle. Per vedere la realizzazione del "Chilometro Verde", occorre ancora pazientare. La riqualificazione dell'edificio di Corviale, è infatti legata al destino delle famiglie che lo abitano. E quindi al nodo sulle riassegnazioni degli alloggi in un piano che risulta occupato da persone senza titolo.

La necessaria gestione degli espropri

"Ad inizio del mese di luglio c'è stato un incontro tra la prefettura, l'Ater, il Comune ed il Municipio, in quel caso rappresentato dall'assessore Stefano Lucidi. Non eravamo presenti all'appuntamento – spiega Pino Galeota, presidente dell'Associazione Corviale Domani – ma in quel contesto si è preso atto di quello che noi sosteniamo da tempo: gli espropri vanno gestiti, anche attraverso una corretta comunicazione. Parliamo di molte famiglie, si tratta di questioni delicate".

Lavori rimandati

Il quarto piano, dov'è previsto l'intervento di riqualificazione urbanistica, sono presenti 98 famiglie, che dovranno essere trasferite prima che partano i lavori. Non tutte hanno effettuato la domanda per un alloggio Ater e, secondo dati forniti da Corviale Domani, "solo 47 sono risultate averne diritto". Vale a dire la metà. "Se non si libera il piano il cantiere non può partire. Quindi è ragionevole ritenere che prima del prossimo autunno,  i lavori non vedranno la luce".

Il chilometro verde

La rinascita del serpentone di Corviale è rimandat. L'edificio, di proprietà dell'Ater di Roma, necessita comunque d'interventi di riqualificazione. A partire dai dispositivi antincendio che mancano nei box auto dello stabile. Ma la vera trasformazione avverrà soltanto mettendo mano al quarto piano, quello che, secondo il progetto originario dell'architetto Fiorentino, doveva essere il piano della socializzazione, dei servizi pubblici previsti e mai realizzati. Al loro posto, sono arrivate le occupazioni. Da lì si riparte, per la rinascita di Corviale. Con tempi tutt'altro che certi.

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