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Municipio XI, la Consulta della disabilità boccia la Raggi: “Qui due anni di abbandono”

Il duro affondo della Consulta che rappresenta i diritti delle persone con disabilità: “Ricevuti meno investimenti di tutti”

Ha “abbandonato un territorio già fanalino di coda”. Lasciandolo, per due anni, senza guida e senza risorse. E’ duro l’affondo che arriva all’indirizzo del Campidoglio. E fa male perchè, a pronunciare queste parole, è  una Consulta della Disabilità.

Due anni di abbandono

“Finchè c’era stato il Municipio eravamo riusciti a collaborare, sia a livello locale che cittadino. Ma da oltre due anni ci hanno lasciati completamente da soli” ha spiegato Sofia Donato, la presidente della Consulta municipale della Disabilità nel Municipio XI Le promesse della campagna elettorale sono svanite ed il territorio degli Arvali si è trovato a dover affrontare i problemi di sempre. Una situazione drammaticamente peggiorata dopo la sfiducia al presidente Mario Torrelli, decaduto nell'aprile del 2019.

Ridotti gli spazi di partecipazione

Il venire meno dell' organo rappresentativo, ha complicato il processo che garantiva il coinvolgimento della Consulta. “L'amministrazione centrale, che ha i poteri sostitutivi per il municipio commissariato, ci nega un confronto costruttivo. Non si riescono più ad attivare gli osservatori - ha raccontato la signora Donato - per fare solo un sempio, non riusciamo più a lavorare al PEBA il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche. Era un osservatorio che consentiva di metterci attorno ad un tavolo con l’ufficio tecnico, le presidi degli istituti comprensivi, il Dipartimento Simu. Ma da quando il Municipio è commissariato, a seguito di molte insistenze, siamo riusciti a fare solo un incontro”. Un appuntamento in quasi tre anni. Difficile, con queste tempistiche, monitorare eventuali progressi. 

Meno fondi di tutti

Ma non c’è solo il problema del confronto. “Noi siamo il Municipio che riceve meno fondi per il sociale. Da sempre. Perchè Roma Capitale li eroga in base ad uno storico, e questo  significa che se in passato si ottenevano poche risorse, le si continua a percepire anche nel presente. Col risultato che noi, e possiamo dimostrarlo perchè siamo stati i primi a mettere in rete un database, abbiamo persone che sono in attesa di accedere ai servizi sin dal 2008” ha rimarcato la presidente della Consulta.

Da mesi senza direttore

L’elenco delle cose che non hanno funzionato è lungo. Tra questi ha contribuito anche l’avvicendamento di una figura apicale nel Municipio, il capo della Direzione Socio Educativa. Nell'autunno del 2019 il ruolo è passato di mano ed un dirigente che “dopo pochi mesi è andato in pensione e dall’agosto scorso la posizione è nuovamente vacante”. Eppure si tratta di una posizione chiave. Ancora più importante per la tenuta dei servizi sociali in un Municipio che non ha più una rappresentanza istituzionale.  

Un'amara conclusione

“Così tristemente si chiude una stagione che doveva ribaltare i principi del sociale” ha sottolineato la presidente della Consulta. E nel volgere al termine, le famiglie delle persone con disabilità restano “in attesa dei prossimi con l'amara consapevolezza - ha concluso la presidente della Consulta -  che al centro dei servizi continuerà ad essere uno slogan meramente elettorale”. 

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