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"Antenna selvaggia" a Casetta Mattei: 300 firme contro un nuovo impianto di telefonia

Un impianto di telefonia mobile è stato istallato a Casetta Mattei. Un'azione che non è piaciuta agli abitanti della zona che hanno raccolto 300 firme e presentato una diffida e un esposto alla magistratura

"L'antenna selvaggia" sbarca nel Municipio XV. Sono 300 finora le firme raccolte contro la nuova istallazione di un impianto di telefonia mobile a Casetta Mattei. L'iniziativa è stata organizzata dal comitato costituitosi appositamente per contrastare il fenomeno e per segnalare numerose anomalie, che avrebbero accompagnato l’iter autorizzativo dell’antenna. Il comitato, infatti, ha presentato anche una diffida alle autorità comunali e municipali e un esposto alla magistratura.

“Sembra non avere tregua l’emergenza Elettrosmog a Roma, la città che vanta il record europeo di antenne di telefonia mobile (oltre 3000): da qualche giorno anche il quartiere di Casetta Mattei, nel XV Municipio, si è mobilitato per contestare l’avvenuta installazione di un impianto di telefonia cellulare sul terrazzo di un edificio, al civico 178”, affermano Nando Bonessio e Giuseppe Teodoro, rispettivamente presidenti dei Verdi del Lazio e di Roma. Nella Capitale non esiste alcun Piano Regolatore degli impianti di telefonia mobile, per controllare il fenomeno, anche se una normativa è stata chiesta dai comitati cittadini sin dal giugno 2005, quando fu depositata in Campidoglio una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare. "Sosteniamo convinti questa ennesima battaglia di civiltà - dichiarano Bonessio e Teodoro - e chiediamo a Comune e Municipio di fare chiarezza sulle presunte difformità denunciate e, nelle more degli accertamenti, di intimare la sospensione dell’attivazione dell’impianto.”

Questo nuovo episodio di “Antenna Selvaggia” sembra ricalcare molto da vicino una storia già vissuta, quando nel 2001 una nota compagnia telefonica ha collocato sullo stesso terrazzo un traliccio a servizio della telefonia mobile. “Allora, grazie alle segnalazioni del gruppo municipale dei Verdi – ricorda Teodoro - intervenne il nucleo di abusivismo edilizio del Comune, che rilevò palesi difformità rispetto al progetto depositato, intimando il sequestro e la rimozione dell’impianto”.

“Oggi quelle ipotesi di illegalità sembrano ripresentarsi – aggiunge Bonessio - con l’aggravante che i cittadini, che avrebbero dovuto essere informati preventivamente del progetto, sulla base del Protocollo d’Intesa in vigore a Roma, non solo non hanno mai avuto cognizione, ma si ritrovano circondati da una selva di antenne, ripetitori e perfino tralicci dell’alta tensione, in un raggio di poche centinaia di metri, con gravi ed irreparabili rischi per la salute.”
“Peraltro – denuncia Teodoro - a pochi metri dall’impianto installato risultano vivere soggetti portatori di apparati elettromedicali e salvavita, la cui esposizione prolungata ai campi elettromagnetici potrebbe compromettere il corretto funzionamento degli strumenti, mettendo a serio rischio la propria vita.”

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