Virtus ad un passo dall'impresa: contro Milano vittoria sfiorata per i capitolini

Virtus Roma – Armani Exchange Milano 73-79

Il sogno è sfumato sul più bello. Quando i 7591 spettatori del PalaEur immaginavano di conquistare la vittoria nel tradizionale derby delle metropoli hanno assistito alla rimonta di Milano e al calo fisico di una Virtus intraprendente ma povera di soluzioni in rotazione. La truppa di Piero Bucchi ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e di fronte a una delle regine della pallacanestro europea ha dato vita a un incontro che va considerato come un punto di partenza per una piazza che sta riscoprendo l’entusiasmo del pubblico. Il massiccio afflusso di tifosi è il vero successo di giornata e conferma ancora una volta il potenziale di una città che dopo anni di doloroso purgatorio cestistico sembra pronta ad innamorarsi di nuovo della squadra. Privi ancora di Roberto Rullo (sulla via del recupero) e con Mike Moore poco utilizzato, i padroni di casa sono capitolati solo nei minuti finali e hanno dimostrato una caratura insospettabile alla vigilia del campionato. Sugli scudi ancora una volta Amar Alibegovic che garantisce una preziosa doppia dimensione: il suo lavoro sotto le plance è fondamentale per controllare il ritmo delle partite e la sua pericolosità nel tiro da fuori permette di registrare al meglio le spaziature per la fase offensiva. Un ala forte moderna con intriganti margini di miglioramento che riesce a coniugare fisicità e velocità, un prospetto valorizzato sapientemente in casa da Piero Bucchi che fa ben sperare per il presente e per l’immediato futuro.

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Roma è scesa sul parquet con un piglio deciso e ha dominato gli ospiti per almeno un tempo di gioco mettendo in mostra una pallacanestro dinamica capace di sprigionare una intensità tale da soffocare le trame di gioco degli avversari. Milano non ha reagito in tempi brevi e le scorie della vittoria di Eurolega conquistata questa settimana con il Fenerbahce hanno pesato sulla lucidità e sul rivedibile approccio alla gara. Solo nei minuti finali della seconda frazione e con la complicità della stanchezza dei padroni di casa la Olimpia è riuscita ad allungare le mani sulla vittoria. Giova ricordare che il roster a disposizione di coach Messina è praticamente sterminato e oltre a consentirgli numerose varianti tattiche gli permette di far ruotare gli elementi infortunati o più stanchi. In questa occasione oltre ad Arturas Gudaitis e Jeff Brooks che non hanno seguito i compagni, sono rimasti a riposo talenti del calibro di Michael Roll e Aaron White. A impreziosire ulteriormente il roster della Armani anche Shelvin Mack e Nemanja Nedovic entrambi recuperati dopo un periodo di stop. Contrariamente alla previsioni della vigilia anche Luis Scola ha fatto bella mostra in quintetto nonostante il doppio turno nella competizione continentale previsto nella settimana prossima. I capitolini hanno ruotato sette elementi (Tommaso Baldasso come cambio degli esterni e Giovanni Pini come alternativa ai lunghi) e hanno pagato dazio con una serie di palloni persi e di canestri ad alta percentuale falliti per pura mancanza di ossigeno. 

La panchina corta non va demonizzata a prescindere: l’elevato minutaggio garantito agli esordienti e la possibilità di crescere attraverso gli errori con poca pressione è certamente uno dei segreti della crescita della squadra. Sfidare le grandi del campionato con questa strutturazione è molto difficile.
A penalizzare la prestazione dei romani va segnalata anche una conduzione poco felice dei direttori di gara che sono passati da un metro di giudizio molto fiscale a uno stile eccessivamente permissivo nella battute finali, un fattore che ha valorizzato la maggiore fisicità e la notevole esperienza dei milanesi. La Virtus deve migliorare nella gestione dei possessi negli ultimi cinque minuti e giocare con più cinismo con il cronometro dei 24 secondi ma sono evidenti i netti progressi registrati in difesa e a rimbalzo. I padroni di casa devono imparare anche a controllare gli eccessi dell’entusiasmo agonistico considerando i numerosi problemi di falli che hanno segnato l’intero arco della sfida e agevolato in parte la grande rimonta della Armani Exchange. Per i locali leggermente sotto tono le prestazioni degli esterni William Buford (9 punti con 3/10 al tiro) e Tomas Kyzlink (6 punti con 2/5). E’ necessario fare tesoro di questa esperienza e girare pagina velocemente, la settimana prossima il calendario prevede la difficile trasferta a Sassari che staziona al secondo posto in classifica con 8 punti. Impegno difficile ma che va affrontato con spirito corsaro e l’obiettivo di guadagnare punti.

La partita


I ragazzi di Bucchi offrono subito grande intensità ma il pubblico trattiene il respiro dopo una brutta scivolata di Jerome Dyson che rovina sul parquet ed è costretto al cambio dopo pochi minuti. L’infortunio non si rivela nulla di grave e il leader virtussino rientra dopo qualche verifica medica anche se leggermente claudicante. Sono i canestri di Alibegovic e di Baldasso a scavare il primo differenziale significativo e traghettare la squadra sul 10-6 mentre Messina si rifugia in time-out. Roma spinge con grande impeto e gli ospiti si lasciano travolgere senza opporre una difesa credibile, prima William Buford trascina il risultato sul 20-8 grazie a due tiri liberi mentre a chiudere il primo quarto in grande stile interviene la solita coppia composta da Davon Jefferson e dal redivivo Dyson che fissano il punteggio sul 29-16. La grande vena realizzativa dei lunghi capitolini prosegue senza apparente soluzione di continuità e l’apporto di Giovanni Pini permette di fissare il punteggio sul 40-24 con ben 16 di punti di scarto tra le due squadre. Giunta a un vantaggio rassicurante Roma rallenta il ritmo per gestire le energie ma il calo di voltaggio genera una piccola crisi offensiva che permette a Milano di limitare i danni nel suo momento peggiore. 

I padroni di casa restano per un eternità a 40 punti e chiudono il primo tempo sul punteggio di 43-30, Jefferson è già in doppia cifra con 12 punti e Alibegovic ne ha già realizzati nove. Per gli ospiti ci sono da salvare solo le prove del solito Luis Scola e di Kaleb Tarczewski che si elevano nel grigiore generale delle scarpette rosse. Mack si scuote nella ripresa  con 5 punti e una serie di giocate provvidenziali che riportano i suoi compagni sotto la doppia cifra di svantaggio (47-40 al 24’). Il gioco di Roma risente delle difficoltà di Dyson sapientemente sfiancato dalla difesa avversaria e l’Armani riesce a confezionare un parziale di 13-2 che riporta sul 53 pari la partita. Messina prova a orchestrare il colpo di grazia definitivo grazie alla ritrovata vena di Micov e di Rodriguez che trascinano gli ospiti sul 58-62 alla fine del terzo periodo. Si procede a piccoli strappi e quando Davon Jefferson torna sul parquet dopo i problemi di falli riporta la gara sul 67 pari anche se comincia a essere evidente la differenza di freschezza tra le due sfidanti. Roma commette una serie di piccoli errori che pesano come macigni per l’inerzia del confronto e tiene viva la speranza fino al 71-71 firmato da Alibegovic quando mancano solo tre minuti alla fine. Una tripla di Della Valle su assist di Micov è il colpo di grazia per la Virtus che si arrende sul 73-79 per gli effetti della grande stanchezza e del grande nervosismo generato da un arbitraggio che riesce a scontentare tutti.


Tabellino


VIRTUS ROMA: Dyson 15, Kyzlink 6, Buford 9, Alibegovic 15, Jefferson 15; Cusenza ne, Moore 3, Rullo ne, Baldasso 7, Pini 3, Farley ne, Spinosa. All. Bucchi.

ARMANI EXCHANGE MILANO: Micov 15, Rodriguez 11, Tarczewski 15, Cinciarini 2, Della Valle 5, Biligha, Burns, Moraschini 2, Scola 13, Nedovic 6, Mack 10. All. Messina

Note: parziali 29-16, 43-30, 58-62.

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