Una giornata di basket all'università Tor Vergata

Si è svolta oggi la presentazione della prima edizione del Torneo FIP-Maurizio Martolini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Nella cornice della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Roma Tor Vergata si è svolta oggi la presentazione della prima edizione del Torneo FIP-Maurizio Martolini, che inizierà lunedì 17 marzo. Il Torneo, organizzato dall'ASD SportLab con il patrocinio del Comitato Regionale Fip Lazio, dell'Associazione Amici di Maurizio Martolini e del Corso di Laurea in Scienze Motorie dell'Università Tor Vergata e con la collaborazione dell'ente di promozione sportiva AICS, nasce per coinvolgere le realtà del basket di base in un'occasione di confronto sportivo e di ricordo di uno dei più grandi arbitri italiani. Otto squadre iscritte, divise in due gironi all'italiana (andata e ritorno). In base alla classifica le otto squadre si incontreranno nei quarti di finale, e poi in un round di semifinali e finali che stabilirà la classifica definitiva (dal primo all'ottavo posto).

Accanto al Torneo il Corso di Laurea in Scienze Motorie ha voluto organizzare in collaborazione con il Cia anche il 1° Corso di Formazione Universitario per arbitri di basket. Perché, utilizzando le parole di Alessandro Martolini, figlio di Maurizio e direttore di gara a sua volta, "l'intenzione non è solo quella di ricordare Maurizio Martolini, ma anche di agire sul presente". Il Corso offrirà 8 lezioni teorico-pratiche con istruttori FIP, e avrà una durata di due mesi.

La giornata infine è stata conclusa dal convegno 'L'arbitraggio nel basket - La cultura delle regole', a cui hanno partecipato nomi importanti della nostra pallacanestro. Ad aprire il dibattito è stato il presidente del Corso di Laurea di Scienze Motorie, Antonio Lombardo, che ha ricordato come "il passaggio dalla semplice attività fisica, dal gioco allo sport moderno è stato storicamente reso possibile nella metà dell'Ottocento dalla nascita di un corpus di regole e di istituzioni preposte al rispetto di esse, e cioè il settore arbitrale". Il vicepresidente della FIP e Commissario straordinario Cia Gaetano Laguardia ha spiegato l'impegno federale nei confronti della formazione dei direttori di gara: "Sono un patrimonio della FIP, perché sono loro i garanti del gioco. Il nostro impegno nella loro formazione è totale. Ma non può bastare da sola la Federazione: è importante che l'istituzione arbitrale sia tutelata e apprezzata anche dal pubblico e dai dirigenti delle società".

Matteo Serio, direttore commerciale della società di gestione del risparmio A come A, sponsor delle maglie degli arbitri, ha proposto un parallelo: "Il binomio finanza-regole sembra stridere, ma così non è. Tanto la finanza è indispensabile nella nostra vita, quanto è importante che ci sia una buona finanza, con una buona cultura delle regole. Quanto avvenuto negli ultimi anni a livello finanziario è stato la dimostrazione che questa cultura è mancata".

Ha partecipato al convegno anche Fabio Facchini, ex arbitro e responsabile dei direttori di gara di Serie A, che ha tratteggiato l'identikit dell'arbitro perfetto: "Deve essere rispettoso dei suoi interlocutori sul campo, di giocatori ed allenatori. Deve saper stemperare la tensione, usare a volte l'ironia. Ma deve essere anche bravo a non far confondere i ruoli: il rispetto si dà, ma bisogna anche esigerlo".

L'allenatore Valerio Bianchini ha ricordato Martolini e parlato del rapporto tra arbitri e coach: "Di Maurizio ricordo l'ironia, la leggerezza, l'intelligenza. Era autorevole, ma sempre gentile. Era un amico. Credo che sia noi che i direttori di gara abbiamo un impegno in un certo senso comune. Gli allenatori devono educare i propri giocatori al rispetto delle regole, gli arbitri devono saper rappresentare degnamente quell'ideale di giustizia che incarnano. Ma entrambi hanno il compito di diffondere il messaggio dello sport, un messaggio di educazione e rispetto valido soprattutto tra i più giovani.

Una voce dal mondo dei giocatori, quella del presidente GIBA Alessandro Marzoli: "Il rapporto arbitri-giocatori è spesso un rapporto di amore-odio. Ma è un percorso per forza di cose comune, e potremmo migliorarlo. Ad esempio aumentando le occasioni di incontro reciproco, per spiegare le rispettive prospettive". Infine il contributo di Alessandro Martolini: "L'unico consiglio che mi ha mai dato mio padre è stato quello di essere gentile, e di saper stemperare la tensione in campo. Non si è arbitri solo quando si è in campo, ma bisogna capire che essere un direttore di gara è uno stile di vita".

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