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Foto di Pier Luigi Betturri dal suo profilo Facebook

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Trastevere senza stadio per la Serie C, lo sfogo: "Pur portando il nome di Roma, costretti a emigrare"

Il presidente del Trastevere rivela che il presidente della commissione Sport, benessere e qualità della vita Angelo Diario gli ha proposto l'idea dell'impianto della Stella Polare a Ostia

Roma è una città senza stadi. Questa volta non parliamo del nuovo impianto della As Roma, ma della 'casa' del Trastevere, capoclassifica di in Serie D e, dopo la vittoria di domenica sul campo del Follonica, sempre più prima al girone E con 10 lunghezze di vantaggio (e una partita in più) sul Montevarchi.

I ragazzi allenati da mister Sergio Pirozzi, giocano ora al Trastevere Stadium, un impianto da poco più di 1200 spettatori all'interno delle storiche mura perimetrali di villa Doria Pamphilj, non idoneo per la Serie C, categoria sempre più alla portata della terza squadra della Capitale.

In caso di promozione, come successo l'anno scorso per l'Ostiamare, si porrà quindi (ancora) il problema dell'impianto sportivo: dove giocherà il Trastevere? Sicuramente fuori Roma, questa l'amara considerazione di Pier Luigi Betturri, presidente del club che sta dominando il girone E della Serie D.

"Sono andato a mendicare un impianto"

"Da anni mi sono trasformato in un errante pellegrino proteso ad elemosinare un impianto funzionale per le esigenze della squadra, il Trastevere, che rappresenta il rione più bello del mondo. - scrivere sui social - Un sindaco di una importante città della nostra regione presso il quale, con il cappello in mano, ero andato a mendicare un impianto, non voleva credere che nella Città Metropolitana di Roma non esistesse uno stadio adatto ad ospitare partite di serie C".

"Il Trastevere in caso di promozione, il prossimo anno, in ogni caso sarà obbligato a giocare fuori del territorio comunale, perché Roma non possiede, a parte l'Olimpico, un altro impianto omologato per la disputa di partite di serie C", sentenzia Betturri con l'amaro in bocca.

"Londra possiede 20 stadi per il professionismo di cui ben 7 per la Premier League (la nostra serie A) e questo fa capire l'inadeguatezza della nostra città relativamente all"impiantistica sportiva", denuncia il presidente del Trastevere etichettando il Flaminio, Tre Fontane, Casal del Marmo, l'Aquacetosa, la Stella Polare, Trigoria, il Francesca Gianni, le aree di Fiumicino e Tor di Valle insieme alla Roma come "situazioni strutturalmente non idonee".

L'ipotesi dello stadio degli Eucalipti

Proprio lo stadio di Ostia, quello della Stella Polare, era stato proposto al Trastevere ma il tempo sarebbe un nemico difficile da battere. Come possibile soluzione, in passato, era stato lo stadio degli Eucalipti, intitolato ad Alfredo Berra. "Già dal 2018, decaduta la convenzione tra il Comune e l'Università RomaTre relativa allo Stadio Berra (ex degli Eucalipti), il Trastevere aveva chiesto insistentemente a Roma Capitale quell'impianto. - spiega Betturri - Tuttavia, la sindaca Raggi nello scorso settembre ha deciso di riassegnarlo all'Ateneo, benché quest'ultimo, nell'ultimo decennio, lo abbia largamente sottoutilizzato. Successivamente, per merito dell'ex vice ministro, Anna Ascani e del rettore Luca Pietromarchi, persona colta ed intelligente, lo stadio è stato promesso, con accordo scritto, al Trastevere secondo i dettami della convenzione, una volta realizzati i lavori".

Oggi Roma Capitale ha convocato una seduta della Commissione Sport per affrontare il tema finalizzato a rendere idoneo lo stadio Berra per i campionati di serie C. Ma, come già detto da Betturri "è impensabile che il Trastevere quest'anno, se promosso, possa giocare allo stadio Berra,piuttosto, dovrà emigrare fuori del territorio comunale o addirittura fuori provincia. Tuttavia, se questa negativa circostanza fosse accompagnata da un impegno finalizzato alla sistemazione del Berra per la stagione 2022/23, al fine di renderlo disponibile alle società della Capitale uscite dal dilettantismo, lo smacco alla città sarebbe, forse, anche sopportabile", aggiunge il presidente del club romano che lancia un appello alla Giunta Raggi: "Pertanto, da parte dell'Amministrazione comunale servirebbe una certa e dichiarata volontà di andare avanti con semplicità e chiarezza, lasciando da parte capziosità, fiscalità e bizantinismi burocratici; basterebbero infatti pochi mesi per realizzare quelle opere per trasformare questo impianto in un piccolo gioiello".

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