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Totti: "Roma più forte della Juve. Loro hanno sempre l'aiutino"

Totti: "Chi arriva alla Juve sa che deve vincere. E sa che lì, in un modo o nell'altro vince. Una volta (2005) - ricorda - ho detto che contro la Juve si gioca sempre 11 contro 14 e mi hanno deferito..."

Francesco Totti dalla colonne del Messaggero suona la carica in vista del big match di domenica sera allo Juventus Stadium: "Noi siamo più forti dei bianconeri, non ci interessa il pareggio e vogliamo vincere. Abbiamo battuto tutte le migliori, ci manca solo la Juventus". 

Per lo scudetto, dice nell'intervista il capitano giallorosso, "è presto per parlarne ma sarà fino alla fine una corsa a due tra noi e i bianconeri, il Napoli è dietro. Garcia ha ricostruito un gruppo sfaldato nel quale ognuno pensava solo a se stesso".

Totti ripercorre le innumerevoli sfide con i bianconeri che, dice, sono seconde solo al derby. La Juventus ha vinto gli ultimi due scudetti ed è ancora al comando della classifica "perchè sono cattivi. Hanno un gruppo forte, solido, sono tignosi, con voglia di vincere. E in più giocano da tre anni insieme". 

Viceversa, alla Roma "manca un pò di cattiveria, perchè singolarmente, cioè presi uno per uno, noi siamo più forti. Loro, però, sono più forti come gruppo. La differenza tra noi e la Juve è che loro si conoscono da più tempo, e poi hanno vinto e le vittorie ti aiutano a crescere. E chiunque arriva alla Juve sa che deve vincere. E sa che lì, in un modo o nell'altro vince. Una volta (2005) - ricorda - ho detto che contro la Juve si gioca sempre 11 contro 14 e mi hanno deferito...". 

Se le cose sono cambiate? "Qualche aiutino ce l'hanno sempre: l'evidenza è quella, c'è poco da fare. Aiutino involontario, spero. Ma dopo una, due, dieci volte devi stare sempre attento....".

Dopo le debacle con Luis Enrique e Zeman oggi al timone della Roma c'è Rudi Garcia: "Ha influito tantissimo - riconosce il capitano - è riuscito a compattare un gruppo sfaldato, all'interno del quale ognuno pensava a se stesso. Quando non c'è un gruppo, fai poco. Come prima cosa lui ha portato il rispetto reciproco tra i giocatori e poi verso di lui. Ci ha rimesso in piedi e tutti sulla stessa strada con un unico obiettivo, riportare la Roma in Europa".

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