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Roma, De Rossi e Totti: la crisi dei capitani che divide i tifosi

Il presidente Pallotta non demorde e riunisce dirigenza per programmare futuro

Nella Roma che da tre mesi a questa parte non sa più vincere davanti al proprio pubblico, spiccano i destini incrociati di Totti e De Rossi, allo stesso tempo osannati, criticati e contestati per le loro prestazioni. E l'immagine dei due, seduti in panchina uno accanto all'altro mentre si dissetano nello stesso momento con lo sguardo perso nel vuoto, rappresenta l'stantanea di un presente dai contorni sbiaditi e dall'orizzonte incerto.

Per motivi diversi, sia Totti sia De Rossi si troveranno a fine stagione a fare il punto della situazione. Il primo come sempre a causa di una carta d'identità che non si può ignorare e che ha contribuito non poco all'involuzione di giocate e modo di stare in campo; il secondo non per il peso dell'età, ma piuttosto per colpa di un ambiente che ciclicamente lo mette in discussione non appena il rendimento scende al di sotto della sufficienza.

E pensare che proprio nel giorno della sfida alla Juve De Rossi aveva parlato al sito dell'Uefa del suo essere bandiera giallorossa. Una eventualità che potrebbe tornare d'attualità per il centrocampista di Ostia è l'esperienza nella Mls statunitense. Se a fine anno o più avanti si vedrà.

Di certo, chi oggi sarà in America è Pallotta che prima di far rientro a Boston ha voluto riunire tutto il management lontano da Trigoria per un business meeting in cui programmare a 360 gradi il futuro della società, in campo e fuori. Il presidente ancora non ha perso del tutto le speranze di contendere il titolo alla Juve, sogna un successo continentale, e un nuovo stadio per la Roma, ma non solo per il calcio.  

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