Roma-Samp, tifosi: "Meglio curva chiusa che ammaestrata"

Striscioni fuori da Olimpico contro sanzioni per settori stadio

"Meglio una curva chiusa che una curva ammaestrata", firmato 'Curva Sud'. È questa la risposta dei tifosi della Roma, scritta su uno striscione esposto nei pressi della sede del Coni, dopo la chiusura delle curve dello stadio Olimpico decisa dal giudice sportivo per i cori di discriminazione territoriale intonati durante la semifinale d'andata di Coppa Italia contro il Napoli.

Sui muri del Palazzo H del Coni, situato proprio vicino ad uno degli ingressi di Curva Sud, è stato inoltre esposto un altro striscione con la scritta "Bossi, Maroni e Salvini, quando la discriminazione 'regala' quattrini...". La Roma questa sera, nella gara di campionato con la Sampdoria, sconterà all'Olimpico il primo turno di chiusura di entrambe le curve. Il secondo stop dovrebbe coincidere con l'impegno del primo marzo con l'Inter, ma la situazione sarà discussa il prossimo 18 febbraio in un'udienza convocata dall'Alta Corte del Coni. 

"La situazione in cui si è cacciato il calcio italiano ormai la definirei grottesca, parliamo di una norma non definita, tra l'altro esistente nell'ordinamento dal 1994, ma mai applicata, una norma discussa pubblicamente anche dai presidenti di Lega e Federcalcio, oltre che da Michel Platini". Così il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, nel pre-partita della gara con la Sampdoria che i giallorossi giocheranno senza i tifosi delle due curve, chiuse per cori di discriminazione territoriale dalla giustizia sportiva. 

>>> ANCORA CORI ANTI NAPOLI <<<

"L'applicazione di questa norma si è rivelata assolutamente incoerente perchè si punisce in maniera senz'altro incomprensibile. Lo dico - sottolinea Baldissoni a Sky Sport - con la fierezza di una società che ha dimostrato di saper prendere anche decisioni forti contro i propri tifosi per motivi di discriminazioni razziali, che non fa mai polemiche nei confronti delle altre squadre, degli arbitri, del sistema in generale". 

"Con lo stesso stile non urlato a questo punto pretendiamo delle risposte urgenti - sottolinea il dirigente della Roma - perchè possiamo gestire eventi come quelli legati al calcio solo se siamo credibili e in questo momento non credo che il sistema sia credibile". Martedì prossimo l'Alta Corte di Giustizia presso il Coni tornerà a riunirsi in udienza per esaminare la posizione della società giallorossa. 

"Proveremo a discutere anche gli aspetti procedurali, il perchè la norma si applica in una competizione piuttosto che in un'altra - conclude Baldissoni - Ci attendiamo delle risposte, anche perchè il giudice di primo grado non motiva le sanzioni, la Corte di giustizia della Figc ha respinto il ricorso senza motivare, ora vediamo se l'Alta Corte riesce a entrare nel merito e a darci delle risposte".

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