"DDR vanto nostro": in città striscioni e manifesti per il Capitano e contro Pallotta

Diversi i messaggi affissi nella notte dai tifosi giallorossi dopo la decisione della società di non rinnovare il contratto al centrocampista di Ostia

DDR vanto nostro". Questo il mantra che i tifosi dell'As Roma ripetono dalla mattina di ieri, quando la società di Trigoria ha scosso calcisticamente il tifo romanista annunciando l'addio del Capitano, Daniele De Rossi, ai colori giallorossi. Una scelta che ha trovato il malcontento della maggior parte dei sostenitori, con i tifosi più caldi e gli ultras che nel corso della notte hanno tappezzato la città di striscioni e manifesti contro la società ed il presidente James Pallotta, "colpevoli" di aver mandato via il centrocampista di Ostia, pronto a chiudere la carriera dopo aver giocato almeno un'altra stagione con un'unica maglia, quella dell'As Roma, come riferito dallo stesso giocatore nella conferenza stampa d'addio di martedì. 

Ma se in corso Vittorio Emanuele lo striscione firmato "Roma" loda DDR, comunicandogli il proprio amore viscerale poco distante dall'abitazione di Campo de' Fiori, dove risiede il centrocampista di Ostia, ben altri messaggi arrivano da altre 'pezze' affisse nella notte nell'Urbe. "Un presidente maiale, una società incompetente...DDR  per sempre nel cuore della tua gente!!", si legge su un altro striscione affisso con la firma "Roma" a Testaccio

Rabbia calcistica per la scelta della società statunitense che è arrivata sino alla nuova sede di viale Tolstoj, all'Eur: "Figli di Roma, capitani e bandiere, ecco il rispetto e l'amore che questa società non potrà mai avere". Oltre a ciò anche manifesti, scritte e stencil nei quali si legge: "Pallotta vattene"; "Pallotta maiale", "Pallotta verme"; alcuni degli insulti contro il presidente della Roma, ma anche messaggi chiari, come quello comparso in piazzale Dino Viola a Trigoria, con su scritto"Le leggende non si toccano", e vicino alcuni manifesti con l'immagine di schiena del calciatore romano con la prima maglia indossata, la numero "27" e l'ultima la numero "16" con la scritta"O De Rossi". 

Tutti diversi ma tutti accumunati da due aspetti. L'amore viscerale del popolo romanista per il suo "vanto" e il malcontento nei confronti della società, con primo bersaglio il presidente dell'As Roma James Pallotta, colpevole di aver ammainato, dopo Francesco Totti, un'altra bandiera espressione del "Romanismo" e vanto dei tifosi giallorossi, Daniele De Rossi. 

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