Qui Trigoria: i romani romanisti fanno i leader ma serve un bomber

La Roma batte il Livorno per 2-0 nella prima gara della Serie A 2013/14 e sfata un tabù che resisteva da 6 anni

Il direttore sportivo Walter Sabatini con la mano sul volto dopo il gol del vantaggio giallorsso, Rudi Garcia che parla al cellulare mentre sta in panchina, il talento di Erik Lamela sempre più lontano e i romani Alessandro Florenzi e Daniele De Rossi che trascinano una squadra made in Usa. Le stranezze della Roma, come la pioggia di fine estate, non soprendono più.

I giallorossi battendo nella prima uscita stagionale il Livorno sfatano un tabù che resisteva da 6 anni. Infatti era dalla stagione 2007/08 che la formazione capitolina non vinceva la gara inaugurale. Esattamente sei anni fa, il 26 agosto 2007, la Roma di Luciano Spalletti si impose per 2-0 sul campo di Palermo. Nelle successive gare inaugurali la formazione capitolina raccolse 3 pareggi (tutti in casa: 1-1 col Napoli nel 2008/09, 0-0 con il Cesena nel 2010/11 e lo scorso anno 2-2 con il Catania) e 2 sconfitte (2-3 in casa del Genoa nel 2009/10 e l'1-2 con il Cagliari di due anni fa).

Luis Enrique e Zdenek Zeman fallirono, Garcia no. Almeno per ora. Il gioco del francese è avvolgente: si vede la mano di un allenatore meticoloso e ben preparato. La sua squadra parte un po' così con un 4-3-3 sciapo con due vere punte centrali (Borriello e Totti) e un esterno più dedito alla fase difensiva e agli inserimenti come Florenzi. Garcia modifica gli interpreti nella ripresa e i risultati arrivano: entra Gervinho, il capitano romanista fa la punta e i centrocampisti segnano. Cambiare in corsa è un pregio che pochi possono vantare. 

Molti allenatori, quasi tutti oggi, si circondano di molti collaboratori. Anche Garcia ha due fedelissimi che lo seguono da anni: Frederic Bompard e Claude Fichaux. Il primo Bompard, ricopre le classiche mansioni del vice mentre l’altro Fichaux, si occupa della fase difensiva. Una particolarità di Bompard è quella di assistere alle partite dalla tribuna per poi raggiungere, a fine primo tempo, Garcia nello spogliatoio e poi confrontarsi sui correttivi da effettuare, sfruttando così le osservazioni del collaboratore che dall’alto ha chiaramente una visione migliore. 

Durante la partita del 'Picchi', l'ex tenico del Lille ne ha dato una dimostrazione venendo sorpreso al telefonino (sì avete letto bene) mentre si confrontava con il suo fido assistente. La regola numero 4 dello statuto redatto dall'AssoAllenatori dice però che non è possibile parlare con telefonino perché questa pratica può svolgerla solo un medico attraverso una ricetrasmittente.

Chissà se l'Associazione Allenatori permetterà ancora questo comportamento visto che è vietato portare cellulari in panchina. Rudi Garcia, che rischia una multa, si è giustifcato così: "Ho usato il telefono perchè la radio non funzionava: sapete che parlo col Bompard, il mio tattico, che segue dall'alto il primo tempo. Vietato? In Francia è diverso". 

Poco male perché una telefonata allunga una vita. Sì, quella giallorossa di De Rossi che dopo 469 giorni e tanti problemi si toglie la soddisfazione che gonfiare la rete (super gol il suo) e tornare a quel gol che non trovava da Cesena-Roma di due stagioni fa quando in panchina c'era ancora Lucho. Un gol talmente bello e importante che ha quasi oscurato la gemma di Florenzi.

Due romani e romanisti che hanno portato, alla Roma americana e con il terzo allenatore straniero di fila, una vittoria che sa, quasi, di liberazione. Ci sono tutti gli elementi per raccontare una bella storia, le ceneri della scorsa stagione possono essere buttate al vento anche se ci saranno delle cose che non si possono dimenticare come la prossima cessione di Erik Lamela.

Mentre vi scriviamo 'El Coco' è ancora a Trigoria ma, salvo clamorosi avvicendamenti, nel giro delle prossime ore sbarcherà a Londra per firmare un quinquennale con il Tottenham. E' qui che la Roma e soprattutto Sabatini sono chiamati al salto di qualità in fase di mercato. Il ds giallorosso, in meno di una settimana, dovrà portare al 'Fulvio Bernardini' almeno due giocatori che possano sostituire lo stesso Lamela e Pablo Daniel Osvaldo.

Si fanno i nomi di Gonzalo Bergessio, Dario Cvitanich, Alessandro Matri, Demba Ba e soprattutto Adem Ljajic. Il serbo è un classe '91, ha un anno in più di Lamela e ha una media realizzaziva più bassa. La Roma ha bisogno di questo e di altro per puntare in alto ma ci sono delle esigenze societarie che vanno tenute in conto.

Sabatini avrà il difficile compito di comprare due giocatori di talento e chiudere il mercato con un attivo di 15 milioni di euro come richiesto da James Pallotta. Il tempo passo e la vittoria contro il modesto Livorno non deve ingannare. Come scrive la Curva Sud: "Non saper rimediare ad una sconfitta è peggio della sconfitta stessa". 

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