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La Roma più brutta dell'era Garcia: ora l'Europa League è l'obiettivo principale

Difficile ipotizzare che con questo passo Totti e compagni possano impensierire la Juventus e così l'obiettivo è il trionfo in Europa League

Quando gioca la Roma il pareggio ormai è una certezza. La squadra di Rudi Garcia colleziona l'ottavo pari nelle ultime nove gare di campionato. La squadra non gira, ma fortunatamente per Totti e compagni il Napoli non ne approfitta e così il secondo posto appare ancora salvo. Quella che al Bentegodi ha diviso la posta con il Chievo è stata una squadra monocorde, senza anima e grinta. 

POCHI TIRI - Alla Roma difetta anche l'approccio alla partita. Molle, senza idee e spessore. E' infatti la formazione di casa a condurre le danze nonostante la poca qualità tecnica dei suoi interpreti. La squadra capitolina tira verso la porta clivense una volta per tempo ma Bizzarri, va sottolineato, non compie mai una parata. Garcia prova nella ripresa il 4-2-3-1 inserendo un’altra freccia, Verde, e lasciando a Ljajic libertà per inventare nella trequarti. Ma la squadra non recepisce la scossa che intendeva dare il tecnico, costretto ad aggiustare ancora in corsa quando ormai è tardi.

TOTTI E L'ATTACCO FANTASMA - Totti è il simbolo del momento opaco della formazione di Garcia. Il Capitano palla al piede dispensa idee e palloni importanti, ma non gli si puo' chiedere anche di pressare, correre e contrastare costantemente anche se fa pure questo visto che i compagni, come Paredes e Keita, non riescono a prendere in mano il pallino del gioco. Quando Garcia capisce che deve cambiare registro, inserisce Ljajic proprio per Totti. Come contro la Juve, il numero 10 esce nel momento di massima difficoltà della squadra ma stavolta alla Roma non è andata bene

IMPOSTAZIONE FALLIMENTARE - Uno dei problemi più grandi, però, è l'impostazione della manovra. Il pesce puzza dalla testa si dice. Gli svarioni difensivi e i disimpegni sbagliati si susseguono in maniera imbarazzante rallentando una manovra che già di suo non è mai veloce. Cole un paio di volte consegna palla ai 20 metri agli avversari. Astori (18 passaggi negativi) e Manolas girano più volte a vuoto, lo stesso Florenzi spinge meno e sbaglia tanto anche lui: 15 appoggi fuori misura. Insomma così è davvero difficile creare gioco e rendersi pericolosi. 

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