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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Luca Pellegrini speranza giallorossa, dalla Tor Tre Teste alla fascia sinistra dell'Olimpico

L'intensa carriera dell'esterno classe 1999: da Bruno Conti a Muzzi a Raiola, poi il doppio infortunio e un ritorno in grande stile, fino alla prestazione super contro il Latina

Romano de Roma. Classe 1999. 1,78 m di altezza. Grinta infinita e personalità importante. Durante l’amichevole contro il Latina, Luca Pellegrini si è fatto conoscere anche dagli amanti del calcio che ancora non avevano preso nota di questo ragazzo di Cinecittà, giallorosso dal 2013 e cresciuto nell’Asd Tor Tre Teste.

Grande facilità nella corsa e nella progressione, tanto coraggio. Quanto ce ne vuole per “richiamare” a brutto muso un totem come Kevin Strootman, colpevole di non averlo aiutato in un’azione di gioco.

Il giovane terzino sinistro è già “pluricampione d’Italia”: Giovanissimi nazionali (2014), Allievi nazionali (2015) e Primavera (2016). In realtà ha trionfato, in appena quattro stagioni, in tutte le manifestazioni ufficiali a livello nazionale del calcio giovanile: è un record che vanta insieme al coetaneo attaccante Mirko Antonucci.

Sembrava e sembra un predestinato. Quest’anno potrà essere il vice-Kolarov, mica male. Pare aver convinto Di Francesco a non mandarlo in prestito. Noi crediamo nel suo futuro ancor di più per quello che c’è stato in mezzo, tra l’imperfetto e il presente.

Il doppio infortunio

Quando un certo Mino Raiola ti mette gli occhi addosso, calcisticamente parlando, capisci di avere grandi chance. Magari ne sei già convinto, ma si tratta di una conferma importante. E allora se prima ti sei dato da fare, poi come minimo senti di doverti impegnare il doppio, ma...

Ma per il miglior lieto fine serve un passaggio buio, una strega, un incantesimo. A frenare per quasi un anno Luca è il “classico” crociato. È il 15 luglio 2017, giorno dell’amichevole pre-season contro lo Slovacko. Il ragazzo sta impressionando e proprio in quei giorni Mino tratta il rinnovo con la Roma. Ma al 58’ arriva la rottura anteriore del crociato sinistro, come spiega lo stesso ragazzo su Instagram: “In questo momento è difficile trovare le parole giuste semplicemente perché non ce ne sono, non doveva andare così. Non è l'infortunio in se per se che dà fastidio, ma il momento in cui è avvenuto che fa male. Mentre stavi al settimo cielo, appena prima di una partenza per una tournée in America (...) Non sarà di certo un infortunio a fermarmi, tornerò a sognare ad occhi aperti, forse più forte di prima, non importa quanto ci vorrà, nessuno mi toglierà il mio obbiettivo dalla testa. Ritarderò il mio percorso di 5-6 mesi poco importa, mi sono arrivati tanti messaggi d'affetto che mi hanno fatto capire in pochissimo tempo quanto sono entrato nel cuore della MIA gente, ringrazio tutti i tifosi per i messaggi (…) Giorno 1, la battaglia comincia”.

Quattro mesi dopo torna in campo contro il Milan Primavera e poco dopo si ritrova in sala operatoria e in un comunicato ufficiale della Roma: “Sottoposto ad intervento chirurgico di riduzione di una frattura post traumatica della rotula sinistra. L’ intervento è tecnicamente riuscito e l’atleta inizierà sin da subito il protocollo riabilitativo stabilito”. Lui non perde la calma e cita Ronaldo, il fenomeno: “I giovani oggi devono ricordarselo: nel calcio bisogna applicarsi. Fino quando non hai un infortunio che ti rende più forte. Io al mio primo infortunio serio all’Inter, quando avevo 24 anni, ho scoperto una forza dentro di me che non sapevo neanche di avere”.

Dopo questa “doppia prova”, che lo avrà certamente fortificato, Luca è tornato. Eccome. Il 17 aprile la firma sul rinnovo del contratto fino al 2022, con dessert di parole al miele da parte di Monchi. E lui ora vuole l’esordio.

La genesi

Ma chi scopre Luca Pellegrini? Non di certo Mino Raiola, che arriva a coltivare un fiore già sbocciato.

Facciamo qualche passo indietro, anzi, qualche bracciata, l’ultima per l’esattezza, quando Luca Pellegrini, promettente nuotatore, sceglie di cambiare sport. All’inizio gioca trequartista o esterno alto, segna trenta gol, arriva il provino, arriva un certo Bruno Conti a palleggiare con lui: “Tu sei bravo”.

"Wow" esclamano sia lui che il mister del Tor Tre Tese Mastropietro. Ma intanto, spinto dai genitori Mauro e Monica, Luca continua a studiare ragioneria, a cavarsela in inglese e anche in spagnolo. Con Maldini e Bale scalpitano dentro di lui (sostituiti oggi dal modello “Marcelo”, anche se le caratteristiche sono diverse e lo sa).

Pellegrini, nato il 7 marzo, viene preso dalla Roma il 7 aprile, giorno del compleanno del papà (ex giocatore della primavera del Napoli). Quindi tutto merito di Bruno Conti? Beh sì, ma anche di Roberto Muzzi, che lo guarda e poi gli promette: “Ti farò diventare il miglior terzino d’Italia”. Lo vede esterno basso, perché lo visiona durante un torneo in cui il ragazzo gioca dietro, per un caso fortuito. Mancano tutti in difesa e Luca passa terzino. Fortuna, talento e occhio.

Roma, Roma, Roma

Come nelle migliori storie giallorosse (qualcuno ha detto Totti?) la Roma per il giovanissimo Pellegrini ha vinto la concorrenza della Lazio.

Poi, più avanti, man mano che Luca cresceva e migliorava, quella del Reading, primo club a farsi avanti. Solo dopo si accorgono di lui altre squadre via via più blasonate: AZ, Monaco, Man City, PSV e Liverpool. La società, allora, fa capire al ragazzo che punta su di lui.

Fa il possibile per blindare un talento che già a 14 anni poteva andare alla Juve o alla Fiorentina. Invece è Roma, Roma, Roma.

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