Venerdì, 23 Luglio 2021
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Basket: la Lottomatica supera Avellino

Avellino si è presentata al Palalottomatica in pessime condizioni e con l'infermeria piena e la truppa capitolina continua la sua bizzarra evoluzione senza risultati davvero apprezzabili

La Virtus supera l’ostacolo Avellino e prosegue la rincorsa verso un posto al sole nei playoff. La truppa capitolina continua la sua bizzarra evoluzione tecnica, ma il cambio di allenatore non ha prodotto risultati davvero apprezzabili. Il nuovo timoniere ha rivisto in parte le rotazioni, restituito morale agli elementi più rappresentativi, ma come i suoi illustri predecessori stenta a spremere il reale potenziale da questo gruppo di giocatori. Avellino si è presentata al Palalottomatica in pessime condizioni; con l’infermeria piena (out Dean, Troutman, Spinelli, Johnson e con molti effettivi seriamente acciaccati) e con uno stato societario generale ormai drammatico, a serio rischio di fallimento. Vitucci costretto oramai da mesi a questa emergenza sta facendo miracoli, ma solo un impresa (o le solite amnesie dei locali) potevano consentire agli irpini di lasciare l’urbe con una vittoria in cambusa.
In avvio di gara il pronostico di una facile vittoria per Roma sembra rispettato in pieno, gli ospiti pagano subito dazio in vernice e subiscono l’aggressività degli avversari senza poter controbattere adeguatamente. L’Air stenta a trovare ritmo su entrambi i lati del campo, e l’iniziale verve di Datome (letale dall’arco) scava immediatamente un solco notevole tra le due compagini. La Virtus prende fiducia, è fluida nella circolazione del pallone e si fa apprezzare dal pubblico amico.
Il dinamico duo Green – Lauwers tiene (appena) a galla gli ospiti che chiudono la prima frazione in svantaggio per 26-18.

lottomatica-avellinoCome spesso accade, non si fa in tempo a pensar bene della Lottomatica che fa di tutto per smentirti. Nella seconda frazione il vantaggio accumulato frena la grinta dei padroni di casa, incapaci di gestire e di fronteggiate la difesa a zona predisposta da Vitucci. Roma ripropone la consueta galleria degli orrori in fase di playmaking, e inaspettatamente comincia a soffrire anche in vernice dove solo Traorè sfrutta a dovere il ridotto tonnellaggio degli avversari. Parziale dopo parziale, Avellino sospinta da Lauwers e Thomas torna in gara e poi chiude persino in vantaggio il primo tempo. Sinceramente imbarazzante il consueto cortocircuito dei virtussini. L’Air nel frattempo deve fare i conti con un nuovo infortunio; si ferma infatti il duttile Szewczyk per un risentimento muscolare.

Alla ripresa delle ostilità, il presumibile “cazziatone” di coach Filipovski non sortisce gli effetti sperati. Roma non incide, forza malamente i tiri e si piega inevitabilmente all’inerzia tecnica di un avversario che fa letteralmente i salti mortali per spedire 5 uomini validi sul parquet. La gara diventa davvero brutta, e sostanzialmente si gioca a chi fa meno peggio, con la Virtus incapace di imprimere una svolta. Quando Cortese griffa il 47-54 (massimo vantaggio irpino), i soliti fantasmi tornano a fare compagnia ai giocatori romani.

Nel momento di maggior necessità, interviene Smith che dopo un clamoroso gioco da 4 punti (tripla più libero a corredo), si accende come un flipper e spezza la partita in due tronconi, piegando definitivamente le velleità di un avversario in debito di ossigeno. Il “ragno” comincia a crivellare la retina dall’arco senza pietà e per sovramercato difende con grande generosità sul folletto Green, limitando in modo egregio la fonte di gioco avversaria. Bastano 5 minuti dello Smith-show per mandare in orbita i padroni di casa e camuffare l’ennesima prova senza mordente dei capitolini.

Aldilà dello straordinario impatto dell’esterno americano è facile pensare che al cospetto di un avversario più attrezzato, Roma sarebbe probabilmente naufragata miseramente. La Virtus continua a non ricevere quasi nulla in fase di playmaking dai suoi esterni (in primis dal confuso Washington), e soffrire troppo i momenti “no” di Datome che è probabilmente il giocatore barometro di questo gruppo. Sinceramente ingiustificabile la prova di Crosariol, incapace di
dominare i ferri contro un avversario praticamente “nullo” in tema di lunghi. Al contrario ha ben figurato Traorè che a poco a poco si sta rivelando uno dei pochi punti fermi della truppa di Filipovski. Troppo poco per sorridere anche perché domenica c’è la sfida controla Benetton a Treviso. Da applausi invece la dedizione e la grinta di Avellino.

Lottomatica Roma-Air Avellino 80-70
Parziali: 26-18; 9-18; 12-15; 33-19

Lottomatica ROMA 80: Carrano ne,Gigli 2, Smith 22, Tonolli ne, Washington 2, Crosariol, Traoré 10, Datome 13, Djedovic 7, Di Pasquale ne, Gordic 9, Dasic 15

Air AVELLINO 70: Green 15, Barbaro ne, Cortese 5, Spinelli ne, Lauwers 16, Casoli 5, Infanti
7, Iannicelli ne, Bokolishvili ne, Szewczyk 5, Thomas 17

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