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Martedì, 25 Gennaio 2022
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La Lazio si sposta a Firenze?

Per aggirare i debiti con il Coni la società biancoceleste potrebbe trasferirsi in Toscana. L'idea del presidente non è a norma di regolamento della Figc e la Società emette così un comunicato ufficiale

La Lazio rischia seriamente di giocare a Firenze le gare delle Coppe europee dell'anno prossimo. La proposta arriva proprio dalla società biancoceleste alla Figc per ottenere la licenza di partecipare alle competizioni Uefa. L'iniziativa del club del presidente Lotito è stata fatta per aggirare il mancato pagamento dei debiti al Coni per l'utilizzo dello stadio Olimpico che ammontano a circa 2 milioni di euro. Secondo il regolamento della Figc, però, le società devono svolgere la loro attività sportiva nell'impianto dichiarato ammissibile al momento dell'affiliazione. ''Avevo una buona considerazione di Claudio Lotito. Queste sono furbate temporanee''. Così Gianni Petrucci, presidente del Coni, replica al presidente della Lazio, rispondendo ad una domanda dell'Ansa. "Quella loro è stata una richiesta come stadio alternativo e non principale per ottenere la Licenza Uefa e giocare le loro gare europee. Io dico che al 99,9% la Lazio giocherà le sue gare all'Olimpico", spiega l'A.D. della Fiorentina Sandro Mencucci.

La Lazio, tramite il suo sito ufficiale, in riferimento alle notizie di stampa apparse circa la sua auspicata partecipazione alle prossime competizioni Uefa, fa presente quanto segue:

"1) la società è legata al Coni da un contratto ereditato dalla precedente gestione, che prevede il pagamento di un canone di euro 110.000,00 circa a partita, oltre la messa a disposizione gratuita al Coni del seguente monte di biglietti: 50% della tribuna autorità (115); due palchi d’onore per 25 posti; intera tribuna d’onore destra (411); 60 posti in tribuna d’onore sinistra; 400 posti in tribuna Monte Mario e 200 di servizio; 100 posti nei distinti ed ulteriori altri benefits;

2) ha più volte tentato di negoziare con il Coni nuove condizioni contrattuali, ma ha sempre trovato un atteggiamento irremovibile sia sul piano economico che sul piano normativo, di fronte al quale non ha mai potuto contrattare per via della posizione di supremazia del Coni, proprietario dell’unico impianto sportivo della città di Roma;

3) sul piano economico la Lazio versa al Coni mediamente euro 3.000.000 circa l’anno, oltre ad aver sanato debiti della gestione precedente per oltre euro 2.000.000,00; ha partecipato per la quota di un terzo ai lavori di messa a norma dello stadio Olimpico dalle recenti disposizioni di legge;

4) l’attuale contenzioso tra le società di calcio per la ripartizione dei diritti tv ha comportato il congelamento degli incassi relativi, per cui la Lazio è attualmente in debito verso il Coni della somma di euro 1.740.000,00 circa, importo peraltro che sarebbe stato versato, come proposto dalla società, quanto ad euro 700.000,00 subito ed il saldo nelle settimane successive, come sempre accaduto nel passato;

5) la Lazio, che sta lottando per conquistare il posto nei principali tornei internazionali, doveva, entro il 29 aprile 2011 depositare presso la Uefa la dichiarazione del Coni con la quale si confermava la disponibilità dello stadio Olimpico per la stagione prossima, al fine di poter disputare gli incontri del torneo;

6) il Coni, ente pubblico di tutela e sviluppo dello sport, ha comunicato, in data 29 aprile 2011, che non avrebbe dato la disponibilità dello stadio se la società non avesse sanato per intero ed immediatamente la sua posizione debitoria;

7) nonostante le assicurazioni fornite dalla Lazio ed il provato integrale adempimento a tutti gli impegni fino ad ora assunti, il Coni ha notificato, nel pomeriggio del 29 aprile, giorno di scadenza, all’Ufficio licenze Uefa la mancata concessione alla società dell’uso dello stadio Olimpico;

8) la Lazio, appresa tale iniziativa a pochi minuti dalla scadenza dei termini per l’iscrizione, per garantire ai propri tifosi la partecipazione ai tornei Uefa, ha chiesto ed ottenuto dalla Fiorentina e dal Prefetto della città la disponibilità dello stadio di Firenze, dove potrà giocare, se i risultati sportivi lo consentono, gli incontri del prossimo torneo Uefa, qualora dovesse permanere l’incomprensibile ed illegittima posizione del Coni;

9) non si tratta quindi di una trovata per non far fronte ai pagamenti dovuti, ma di una soluzione per garantire, nonostante tutto, comunque alla società la partecipazione alle competizioni Uefa;

 10) quanto sopra conferma la necessità di rendere il mondo del calcio professionistico veramente “autonomo”; deve costituire stimolo per il legislatore al fine di accelerare i lavori di approvazione della legge sugli stadi; deve essere spunto per l’opinione pubblica per valutare atteggiamenti che mal si addicono alla tutela dello sport sia nella sua pratica che nella partecipazione popolare".

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