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José Mourinho si presenta: "Voglio la Roma dei romanisti. Festeggeremo un trofeo"

Alle 13:30 è andata in scena sulla meravigliosa Terrazza Caffarelli di Roma, la conferenza stampa di presentazione di José Mourinho nuovo tecnico della Roma

Giovedì 8 luglio alle 13.30 è andata in scena la conferenza stampa di presentazione di José Mourinho. Il nuovo allenatore della Roma è stato presentato sulla Terrazza Caffarelli di fronte ad una grande platea di giornalisti italiani e stranieri.

Mourinho come Marco Aurelio

“Nulla viene per nulla e nulla ritorna dal nulla” apre la sua conferenza citando Marco Aurelio, José Mourinho che parla di un progetto chiaro e a lungo termine della società. “È la sfida più importante della mia carriera. E fra tre anni (ndr- al termine del contratto) mi aspetto di vedere la Roma festeggiare un titolo”. Il portoghese rispondendo alle domande, spiega perché ha scelto la Roma. “Non ho scelto Roma per la città, perché non sono in vacanza, sono qui per lavorare. Sono stato colpito dall’affetto dei tifosi e dal progetto proposto dalla dirigenza che ringrazio per la fiducia”. 

"I tituli" e i singoli

La conferenza stampa di Mou si è concentrata molto sull’argomento trofei, che a Roma mancano da diversi anni. Lo Special One però non fa promesse impossibili, e parla di obiettivi graduali della squadra, da costruire partita dopo partita fin dal primo impegno ufficiale in Conference League, perché “è facile vincere e poi non pagare gli stipendi” (frecciatina non troppo velata alla sua ex squadra Inter?).

A chi lo critica ripsonde di essere vittima dei risultati e che negli ultimi suoi tre club, Chelsea, Manchester United e Tottenham ha vinto uno scudetto, tre coppe e raggiunto una finale. 

Mou, non ha voluto parlare molto dei singoli e di mercato, dove elogia si Calafiori ma chiede a Pinto un terzino sinistro visto l’infortunio di Spinazzola. Il discorso sulla squadra è generale e il portoghese vuole prima parlare con la squadra e capire come possano divertirsi in campo e a quel punto proporre un determinato abito tattico al team. Proprio per questo si è indispettito alla domanda su Dzeko e su chi sarà il prossimo capitano della Roma, perché per Mou questi sono discorsi che riguardano innanzitutto la squadra. Un cambio di mentalità, un cambio di dna, per questo è stato chiamato il portoghese a Roma a partire dalle nuove infrastrutture che stanno nascendo a Trigoria.

La Roma dei romanisti

Proprio il centro di allenamento e la collettività romanista saranno al centro di tutto, questo è quello che vuole Mou che dice: “Non voglio che la chiamate la Roma di Mourinho. Parlate della Juve di Max, del Napoli di Spalletti, della Lazio di Sarri. Io voglio la Roma dei romanisti, io sono soltanto uno in più". 

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