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Giorgio Chinaglia, dalla Lazio di Maestrelli ai Cosmos la carriera di "Long John"

Dall'arrivo dall'Internapoli fino alle avventure come dirigente, passando per il "Vaffa" a Valcareggi e, soprattutto, lo scudetto del 1974: storia di un campione per sempre legato alla storia della Lazio

Long John o Giorgione, Chinaglia resterà nella storia della Lazio. Fu infatti l'attaccante dello storico scudetto del 1974, firmando, il 12 maggio, lo storico gol che consegnò la squadra di Maestrelli alla storia. E dire che la carriera di Chinaglia in biancoceleste nacque tra mille scetticismi. Lui, 22enne, acquistato dall'Internapoli nel 1969, con una carriera nelle serie minori, avrebbe dovuto guidare l'attacco della neopromossa Lazio.

GLI INIZI - I mugugni si trasformano però in applausi sin da subito. Nell'amichevole precampionato contro la Fiorentina, Chinaglia segna un gol dei suoi, fatto di progressione e potenza. Gli scettici sono serviti. A fine stagione saranno dodici  i gol segnati. Nove invece nel secondo, quando la squadra scende in serie B. La svolta della sua carriera coincide con l'arrivo sulla panchina delle Aquile di Tommaso Maestrelli. Nella stagione 1971-1972 vince la classifica cannonieri della serie cadetta e contribuisce con i suoi 21 gol al ritorno dei laziali in A.

LA LAZIO DI MAESTRELLI - Una stagione talmente folgorante da fargli meritare la maglia della nazionale italiana. Nella stagione 1972-1973 la Lazio neopromossa, tra lo scetticismo generale, mette in mostra un ottimo gioco e sfiora lo scudetto, perso negli ultimi minuti di una drammatica ultima giornata a Napoli. È la Lazio di Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi, Felice Pulici e Renzo Garlaschelli, del giovane Vincenzo D'Amico e di Luigi Martini, di Mario Frustalupi e Giancarlo Oddi, ma principalmente è la Lazio di Chinaglia, trascinatore del team. E l'anno successivo, con 24 reti, mette il suggello su un incredibile ma meritatissimo scudetto, realizzando alla penultima giornata (12 maggio 1974) il calcio di rigore decisivo nell'incontro col Foggia.


LA NAZIONALE - Dopo lo scudetto Giorgione è chiamato a guidare l'attacco azzurro ai mondiali tedeschi del 1974. Valcareggi però non la vede così e lo relega in panchina, non prima però di averlo sostituito e di essersi per questo meritato un bel "vaffa" da Chinaglia.

L'AVVENTURA AMERICANA - Si può dire che l'esperienza in nazionale nel 1974 segna l'inizio della parabola discendente della carriera di Chinaglia. La malattia del suo grande allenatore, Maestrelli, lo priva di un importante punto di riferimento, e così decide, a poche giornate dalla fine del torneo 1975-1976, di lasciare l'Italia per andare a giocare nei New York Cosmos, anche su consiglio della moglie Connie Eruzione, sorella di Mike Eruzione campione olimpico di hockey nella leggendaria finale di Lake Placid del 1980, che è americana e che si era già trasferita negli Stati Uniti d'America. Sono i Cosmos di Pelé, Franz Beckenbauer, Carlos Alberto e, anche se per sole due partite, di Johan Cruyff. Giorgio Chinaglia fu il miglior marcatore della storia della North American Soccer League: in sette anni segnò 193 gol in 213 partite, di cui 53 in 43 incontri di playoff.

DA DIRIGENTE - Nel 1983 il ritorno in Italia per fare il presidente della Lazio, accolto dalla folla come un salvatore. Due anni dopo però è costretto a cedere la Lazio, per problemi economici, a Franco Chimenti. Da dirigente lo si ricorda anche per avventure con il Ferencvaros, il Foggia, il Lanciano e di nuovo Lazio.

Qui la sua ultima intervista rilasciata a TmwMagazine il 21 febbraio 2012.

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