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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Gol e treccine: Gervinho idolo della comunità africana di Roma

Comunità ivoriana: "Stai lontano dalla notte, vieni in radio da noi"

La sua corsa inarrestabile e la doppietta rifilata al Bologna gli hanno permesso di conquistare l'affetto dei tifosi della Roma, oltre a lanciare la squadra di Garcia ancor di più nel gotha della serie A. Ma a gioire davvero per il grande avvio di stagione di Gervinho con la maglia giallorossa è la comunità africana della Capitale, che aspettava da anni un campione da applaudire. E adesso ne ha trovati addirittura due, visto che oltre all'attaccante ivoriano anche il marocchino Benatia si sta ritagliando in campo un ruolo da protagonista. 

"Gervinho ora è un simbolo. Grazie a quello che sta facendo con la Roma rende felice non solo la comunità ivoriana, ma tutti gli africani. Sta diventando un esempio da seguire - confessa Sekou Diabate, da vent'anni considerato come un ambasciatore della musica e della cultura africana in Italia - Assieme a Benatia si sta affermando come una delle stelle della squadra di Garcia". Diabate, che per 15 anni ha lavorato presso l'ambasciata della Costa d'Avorio, esprime la propria vocazione di custode della cultura africana attraverso il programma 'Afric-Khan' che cura su Radio Città Futura, dove spera presto di poter avere ospite proprio Gervinho. 

"Glielo chiederò nel nome della fratellanza" spiega, prima di sottolineare che "i momenti di gloria della nostra comunità sono legati ad eventi culturali, a concerti musicali, e a imprese sportive. E lui adesso sta facendo ricredere tutti quei romanisti che lo avevano accolto tra mille polemiche. Forse tanti avevano ancora in mente l'esperienza di Lassissi" infortunatosi gravemente in un'amichevole estiva e mai in campo in una gara ufficiale. L'avventura di Gervinho, invece, non poteva partire meglio. 

Ma Diabate sente comunque di dare un consiglio al connazionale: "So che è un appassionato di musica africana e che è molto amico dei Magic System (gruppo di Abidjan che ha ospitato l'attaccante anche in un video, ndr) ma spero di non incontrarlo mai a ballare. Ora che sta diventando un faro, deve restare lontano dalla notte. Non è lo stile di vita che deve fare un calciatore". Le serate mondane, tuttavia, non sono affatto all'ordine del giorno per Gervinho. 

Anzi l'ivoriano è preferisce stare a casa con la famiglia, che proprio in questi giorni lo raggiungerà nella nuova casa trovata vicino Trigoria. "Mi piace stare con la mia compagna, giocare con le mie bambine, avere una vita tranquilla - ha rivelato di recente il 'Giaguaro', come è soprannominato in patria - Mi piace la Playstation e ogni tanto guardo i video delle mie partite. Quando sono in ritiro invece sto al computer, oppure chiamo la mia famiglia in Africa". Il legame con le proprie origini, d'altronde, è sempre molto forte. Proprio per questo attraverso una fondazione si è impegnato ad aiutare i bambini ivoriani agevolandoli nell'istruzione e fornendo strutture sportive. 

"È un modo per restituire una parte di quello che ha ricevuto nella vita" sottolinea che gli sta vicino, descrivendolo come "tipo timido, con pochi amici, ma sempre positivo e di buon umore". Appassionato di moda e amante dello shopping. Al primo posto, però, c'è sempre stato il calcio.

"A 6-7 mesi aveva un solo desiderio: il pallone. Quando camminava carponi già gli correva dietro. Ha sempre voluto solamente giocare a calcio - il ricordo di mamma Henriette - Le sue inseparabili treccine? È lo stile dei giovani. Non mi preoccupa il fatto che si vanta dei suoi ricci come una ragazza. Penso sia il suo modo di farsi notare in campo". Assieme a corsa e gol.

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