Federleague, il presidente Massitti: "Per noi è stato uno splendido 2013"

Il 2013 è stato un anno molto importante per la Federazione Italiana Rugby Football League (Firfl)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Il 2013 è stato un anno molto importante per la Federazione Italiana Rugby Football League (Firfl). A confermarlo è il massimo dirigente della Federazione di rugby a 13 David Massitti che, come si fa sempre alla fine dell'anno, ha tracciato il bilancio di quello che questi 365 giorni hanno rappresentato per la Federleague. «Il nostro movimento è in costante crescita: lo si capisce dai numeri delle squadre e degli atleti coinvolti che sono in deciso aumento, ma soprattutto l'ho visto nel seguito di appassionati e di semplici curiosi che ha contraddistinto la nostra disciplina e le nostre competizioni. Tra gli eventi più importanti dell'anno che si sta per chiudere, ovviamente, c'è la Final Four scudetto giocata all'Acquacetosa di Roma in cui c'è stato un grande pubblico e in cui si è visto un rugby a 13 di grande spessore tecnico». Ma le competizioni ufficiali non sono certo state l'unico segno tangibile lasciato dalla Federleague nel 2013. «E' stato l'anno dei concentramenti, a Civitavecchia ed Avezzano, della neonata Nazionale Under 17 - dice con orgoglio Massitti -. Un'ulteriore testimonianza della crescita del nostro movimento». Ma il fiore all'occhiello della Federazione Italiana Rugby Football League, al di là degli eventi sportivi, rimane la forte caratterizzazione sociale. «Basti pensare che nel nostro campionato hanno giocato i Bisonti, vale a dire la squadra dei detenuti del carcere di Frosinone - ricorda Massitti -: un esperimento di grande significato sociale che ci ha riempito d'orgoglio». E proprio nelle ultime settimane la Federleague ha lavorato molto sul progetto "Kenya Charity Camp Firfl", un'idea che intende insegnare e infondere i valori del rugby league agli sfortunati bambini degli orfanotrofi di Watamu e Malindi, vale a dire due delle città più importanti della nazione africana. «Alcuni nostri tecnici sono stati per un mese in Africa a novembre, ma la volontà è quella di ripetere l'esperienza anche nel nuovo anno» conclude Massitti.

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