De Sanctis: "Codice etico azzurro? Giusto averlo, ma non bisogna pubblicizzarlo"

Il portiere: "Potrei anche dovermi operare, in caso sarà un interventino da poco, ma se e quando succederà lo spiegheranno i medici"

Morgan De Sanctis, a margine di un incontro presso l'aula magna del Campus Bio-Medico di Trigoria nell'ambito della 'Settimana di Sport e Cultura' ha parlato della sua condizione fisica e del problema al gomito: "Mi è dispiaciuto che qualcuno abbia fortemente distorto notizie sulla mia condizione fisica. Quello che ho al gomito non mi ha impedito di giocare 36 partite, di allenarmi sempre e di avere un'attività assolutamente regolare. Sto facendo delle valutazioni perchè siamo a fine stagione e non prevedono chissà quale tipo di intervento, quindi si svilupperà tutto nei prossimi giorni ma senza particolari allarmismi. Potrei anche dovermi operarmi, in caso sarà un interventino da poco, ma se e quando succederà lo spiegheranno i medici". 

Il numero uno giallorosso, presente nell'ateneo assieme al compagno di squadra Alessandro Florenzi e al tecnico francese Rudi Garcia, si è poi soffermato sulla prestazione del collega Skorupski nella gara con la Juventus: "È riuscito con semplicità e tranquillità a dimostrare tutto quello che ha fatto durante la stagione negli allenamenti. È un ragazzo con grandissime qualità, dal talento smisurato, sul quale la Roma crede fortemente. Ha messo a tacere tutte quelle voci che volevano la Roma interessata a un portiere giovane e forte. Lui ha dimostrato che già c'è, adesso se ne sono accorti tutti". 

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Titoli di coda sul rinnovo di Pjanic e sul codice etico del ct Prandelli in azzurro: "Il prolungamento di Miralem è un segnale importante, ma questa società segnali del genere continua a darne soprattutto quando ci sono delle dichiarazioni del presidente in cui spiegano che la Roma ha un grande futuro davanti. Il codice etico? Penso che sia qualcosa di attuabile e necessario all'interno di una squadra. Una differenza sostanziale penso sia quella di avere un codice al quale credono tutti senza pubblicizzarlo e renderlo pubblico. La Nazionale? Non sono pentito del mio addio, in Brasile ci saranno portieri forti".

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