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Lazio, Lotito: "La rottura con i tifosi? C'è una regia occulta"

Il presidente biancoceleste: "Nostra radio non fa piacere"

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, chiude alla possibilità di cedere la sua società. Il patron, ospite della trasmissione di RaiSport1, 'Il processo del Lunedì': "Io sono un combattente e non un reduce. Io ho un concetto del 1918: 'il Piave mormorò, non passa lo straniero".

Lotito spiega poi la frase la 'Lazio la lascio a mio figlio', detta nei giorni scorsi, in piena contestazione dei tifosi. "Non è in senso di sfida - dice il numero uno biancoceleste -, ma nel senso di certezza nel futuro, non sono transeunte. Faccio tutto in totale spirito di servizio. Da quando sono presidente della Lazio ho avuto solo guai, rotture di scatole. Ho l'obbligo di proiettarmi in un futuro che dia ai tifosi la possibilità di sorridere". 

Sulla rottura con la tifoseria che domenica, nel match con l'Atalanta, ha disertato lo stadio, invece: "C'è una regia su certi comportamenti - il pensiero del patron -. Io faccio il presidente e dico: la squadra era fallita, ora è risanata, e detta l'indirizzo del rinnovamento del calcio italiano. Da quando ci sono io c'è una rappresentanza in Lega e Figc mai avuta nella storia. Ha una catena di negozi, una radio, una tv. La Lazio occupa degli spazi all'interno del sistema che possono non far piacere a tante persone".

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