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Lotito a ruota libera su Breno, Yilmaz, Mauri e i campioni promessi

Il presidente della Lazio scende in campo: "A causa della squalifica non ho partecipato a operazioni di mercato. Mauri e Sculli non sono nè orchi, nè banditi"

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, approfitta della presentazione del primo acquisto, il brasiliano Ederson, per tornare a parlare di mercato, dopo il silenzio legato alla sua inibizione da parte della giustizia sportiva. A partire dall'attaccante turco Burak Yilmaz, ormai da tempo accostato ai colori biancocelesti: "A causa della squalifica non ho partecipato a operazioni di mercato - ha spiegato Lotito -. So soltanto da quello che ho approfondito con il ds Tare che c'è una trattativa che sta andando avanti". 

BRENO - Per un giocatore in arrivo, ce n'è un altro che difficilmente vestirà la maglia della Lazio, nonostante l'accordo con la società capitolina: il brasiliano del Bayern Monaco, Breno, condannato ieri a tre anni 9 mesi di carcere per aver appiccato l'incendio della sua abitazione. "Nel momento in cui non ci sono stati problemi a persone o cose esterne, mi sembra abbastanza pesante la valutazione emessa nei confronti del giocatore - ha dichiarato il presidente -. La Lazio è sempre stata fuori dalle tematiche giuridiche, nel convincimento che le condizioni fossero tali da portare a un epilogo diverso. Adesso faremo una valutazione di tipo giuridico e poi di carattere tecnico". 
 
I CAMPIONI PROMESSI - E sui tre-quattro campioni promessi, Lotito è chiaro, polemizzando anche con un giornalista in sala stampa: "I nomi io non li ho fatti. L'ho detto nel convincimento che stavamo puntando dei campioni. Ederson è un campione o no? Se posso dire la verità, per voi un campione è solo a livello economico. Per noi i campioni sono quelli che hanno valori tecnici, agonistici ma anche nella vita, fuori dal campo. Questa è la nostra filosofia e quello che diceva un presidentino sette anni fa, si è avverato tutto, anche per quanto riguarda i bilanci". 
 
L'ALLENATORE - Lotito ha commentato poi la scelta del nuovo allenatore, Vladimir Petkovic. "La valutazione dell'uomo è stata fatta sia dal punto di vista tecnico e caratteriale, nella sua interezza - ha spiegato -. Una persona dedita al suo lavoro, convinto dei suoi metodi. Lavora sui giovani, facendogli esprimere le qualità anche fra mille pressioni. Un uomo non famoso, ma di sostanza. Zarate? Sceglierà l'allenatore, noi supporteremo la sua scelta". 
 
SCULLI E MAURI -  "Sculli e Mauri non sono orchi, dei banditi, e squadra e dirigenti non hanno dimostrato insofferenza nei loro confronti. C'è dell'allarmismo eccessivo. Non è detto che rientrino ma nessuno all'interno dell'organico ha avuto la sensazione di avere problemi verso questi due calciatori. Bisogna che le cose abbiano un percorso e trovino riscontro dal punto di vista documentale. In Italia stiamo ancora in una condizione democratica, le condanne morali non fanno testo, ci sono tre gradi di giudizio". Il presidente della Lazio, ha risposto così a chi gli chiedeva se ci potranno esseri dei problemi nello spogliatoio per la presenza di Sculli e Mauri, coinvolti nell'inchiesta sul calcioscommesse. 
 
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