Sport

Calciopoli, Lotito sospeso da incarichi per norme Figc

La condanna decretata dal Tribunale di Napoli avrebbe conseguenze rilevanti per il presidente della Lazio. Secondo le norme organizzative interne federali della Figc, Lotito sarebbe sospeso da ogni incarico

La sentenza di ieri sera del processo Calciopoli, ancora riecheggia tra le società e gli ambienti sportivi. La condanna, di primo grado, decretata dal Tribunale di Napoli, potrebbe avere conseguenze rilevanti anche sul piano sportivo per Claudio Lotito e Lillo Foti, presidenti di Lazio e Reggina. Le Noif (norme organizzative interne federali) della Figc stabiliscono, infatti, all'art.22 bis (comma 3) che "restano sospesi dalla carica di dirigente di società o di associazione e dall'incarico di collaboratore nella gestione delle stesse coloro che vengano condannati, ancorchè con sentenza non definitiva, per uno dei delitti previsti dalle leggi indicate al comma precedente. La sospensione permane sino a successiva sentenza assolutoria". Tra le leggi che prevedono la sospensione dalle cariche c'è la 13-12-1989, n. 401, che riguarda gli "interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela alla correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche".

“La norma federale prevede che anche se la sentenza non è definitiva un condannato di “frode sportiva” viene sospeso da cariche ufficiali”. L’interpretazione della norma 22bis delle noif, riferita tra gli altri al caso del presidente della Lazio Claudio Lotito, è dell’avvocato Mattia Grassani, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Manà  Manà Sport. “La norma federale che si intitola “disposizione per le onorabilità”, prevede che, anche in forma anticipatoria rispetto alla definitività della sentenza, se un tesserato di qualunque rango viene condannato per un reato per “frode sportiva”, la federazione provvede a sospenderne il tesseramento. Questa è una norma non attende il passato in giudicato della sentenza, ma basta anche la condanna di primo grado”, continua Grassani. La  norma 22 bis che farebbe decadere con effetto immediato le cariche ufficiali del presidente Lotito e degli altri imputati condannati in primo grado con le pene accessorie della sospensione, è stata riscritta e rivista nel 2010, mentre i fatti risolgono al 2005: “Premesso che non sono a conoscenza del tenore precedente della 22 bis, questa è una norma attualmente in vigore e la sentenza è stata letta ieri in udienza. Indipendentemente da quando si sono verificati i fatti, quello che la norma stabilisce è che ci deve essere una pronuncia, anche non definitiva, di condanna per uno dei reati per determinare la sospensione del tesseramento. È ovvio che se la versione del testo prima del 2010 fosse stato sostanzialmente diversa potrebbe esserci un margine di appiglio o di interpretazione della successione delle varie leggi nel tempo di applicazione di quella più favorevole al soggetto interessato. Ma ci sono due dati che mi conducono ad una interpretazione diversa: il primo è che la condanna è  stata decretata ieri, la seconda è che la norma vigente è quella che abbiamo appena ricordato”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Calciopoli, Lotito sospeso da incarichi per norme Figc

RomaToday è in caricamento