Calcio

Tifosi della Lazio contro Acerbi. Ecco le tappe della rottura

Fra i tifosi della Lazio e Francesco Acerbi è rottura totale. Contro il Milan l'ultima brutta prestazione con polemiche che hanno incrinato definitivamente i rapporti con la tifoseria

È ufficiale fra Francesco Acerbi e i tifosi della Lazio è rottura totale. La prestazione contro il Milan, il sorriso isterico e di rabbia del difensore dopo il gol subito sono stati gli ultimi eventi di un rapporto logorato nel tempo fra il centrale e la tifoseria laziale. 

Acerbi la bandiera

L'avventura di Acerbi alla Lazio è iniziata nel 2018 ed era partita benissimo. Il difensore arrivato per sostituire De Vrij ( "traditore" per i tifosi dopo Lazio-Inter che costò la Champions League ai biancocelesti) ha rimpiazzato l'olandese con superbe prestazione innazaldosi a vera e proprio bandiera dei tifosi biancocelesti. Col suo ottimo rendimento nella difesa a 3 della Lazio Acerbi ha conquistato pure la Nazionale diventando uno degli eroi di Wembley la scorsa estate con la Nazionale. 

Acerbi-tifosi: le tappe della rottura

Già nella scorsa stagione qualcosa si stava rompendo con i tifosi che accusavano Acerbi di essersi montato la testa (causa rinnovo, sconfitta col Bayern Monaco) ma è In questa annata che per il difensore sono iniziati i veri problemi. Il passaggio alla difesa a 4 di Sarri ha fatto abbassare l'asticella di rendimento del difensore che ha pagato a caro prezzo il cambio in panchina. Le prestazioni deludenti del difensore (espulsione contro il Bologna, disastro col Sassuolo) sono finite nel mirino dei tifosi laziali che lo hanno apertamente criticato, con tanto di comunicato, tanto da far esplodere il difensore nella partita contro il Genoa (17/12/2021). Contro i rossoblù Acerbi va in gol, esulta in modo polemico sotto la Curva Nord e poi interviene a gamba tesa nel post gara: "Delle critiche non me ne frega niente". Inoltre il difensore ha stuzzicato i tifosi sulla bassa affluenza di pubblico (cosa che poi si è vista anche contro il Milan in un Olimpico rossonero): "Già col Covid non c’era nessuno. Adesso ce ne sono cinque mila, accontentiamoci di questi". Acerbi ha poi chiesto scusa ma non è bastato a sanare il rapporto.

Da allora in ogni partita il nome di Acerbi non viene più acclamato dalla Curva e anzi per lui ci sono solo fischi. Contro il Milan il difensore è stato protagonista del pasticcio difensivo che ha condannato la Lazio alla sconfitta. Dopo l'errore ad Acerbi è scappato un sorriso nervoso che non è piaciuto a nessuno nè a Marusic (altro protagonista) che a brutto muso a ripreso il compagno nè ai tifosi che sul web hanno dato del traditore ad Acerbi (ex rossonero). 

Il difensore sui social si è difeso: "Ora basta. Ho sempre dato tutto per questi colori e sono fiero di aver vinto i trofei con questa maglia. C’è stato qualche attrito, lo ripeto come ho già fatto, ho sbagliato e chiesto scusa. La risata di questa sera era isterica per aver perso i due punti in maniera rocambolesca e non perché ero felice di aver perso. Non vorrei nemmeno che un tifoso pensasse questo di me". 

acerbi milan

Il difensore ha poi consegnato al Corriere dello Sport una lettera aperta in cui ha chiarito la sua situazione e parlato della situazione difficile che sta vivendo viste le continue tensioni con i tifosi biancocelesti. Acerbi sottolinea anche l'orgoglio e l'amore che prova per la maglia della Lazio. Ecco la lettera integrale: "La partita con il Milan è stata per tutti un frullatore di emozioni e frustrazioni e così, dopo un’iniziale reazione dettata dall’istinto, ho deciso di prendermi 48 ore per riflettere e trovare le parole giuste per condividere i miei pensieri e le mie sensazioni, a cuore aperto. Non ho la pretesa che vengano condivisi, ma la speranza che quantomeno vengano ascoltati e compresi. Purtroppo da qualche mese vivo una situazione a livello personale che non mi sarei mai aspettato di vivere. Avverto una sensazione di solitudine che umanamente mi ferisce. Con questo non intendo puntare il dito contro nessuno: è una mia sensazione personale che sicuramente non mi può lasciare indifferente, in campo e fuori. Ma in un momento di difficoltà, la mia famiglia mi dà equilibrio e serenità per affrontare comunque tutto a testa alta. Il luogo comune nei confronti dei calciatori è che il nostro lavoro e i nostri guadagni ci rendano immuni agli stati emotivi - positivi e negativi - che caratterizzano la normalità di un essere umano. E per questo si tende a giudicare il calciatore come se fosse privo di emozioni e sentimenti, che nel nostro lavoro sono spesso molto forti e contrastanti. Spesso sbagliamo anche noi, siamo esseri umani, è giusto ricordarlo sempre. Non mi sono mai sottratto ai miei doveri e alle mie responsabilità perché sono un uomo e un padre di famiglia, prima ancora che un calciatore. Per questo ho sempre accettato oneri e onori del mio lavoro, ben consapevole che le critiche per le prestazioni in campo fanno parte del gioco. Ciò che non posso accettare sono le illazioni sulla mia integrità personale e professionale, sulla mia serietà e sul mio impegno a difesa dei colori della Lazio, con o senza la fascia di capitano al braccio. Dopo la partita con il Milan ho letto e sentito insinuazioni assurde che non posso e non voglio accettare. E il solo fatto di essere qui a dover difendere la mia integrità e la mia professionalità, mi ferisce profondamente. Non sono perfetto, non sono un robot, ma sono una persona seria e un calciatore leale. E su questo non si dovrebbe nemmeno discutere. Non dimentico ogni singolo istante di questi anni alla Lazio, in cui ho rappresentato un punto di riferimento e ho ricevuto stima, affetto e sostegno, arrivando a indossare con orgoglio la fascia di capitano. Porterò questi ricordi sempre con me, non c’è critica o contestazione che possano cancellare tutto ciò che ho ricevuto in questi anni. Ovviamente sono dispiaciuto per tutto ciò che è successo in passato e per le tensioni che ne sono derivate nell’ultimo periodo. Mi sono scusato più volte per gli episodi in cui ho commesso qualche errore, per eccessiva impulsività e poca lucidità. Il futuro, per quanto mi riguarda, è la prossima partita con la maglia della Lazio, quella che ho sempre onorato e indossato con orgoglio. Mi piacerebbe che tutti insieme potessimo voltare pagina, almeno per concludere la stagione nel migliore dei modi, con dignità e rispetto reciproco".

Acerbi è addio

Acerbi (classe '88) è destinato all'addio. Il difensore ha rinnovato con la Lazio ad inizio di questa stagione ma il suo futuro è lontano della Capitale. Il suo nome è accostato alle big del campionato dall'Inter dell'ex tecnico Inzaghi, al Milan di Pioli magari proprio in sostituzione di Romagnoli sogno di mercato biancoceleste. Da non sottovalutare nemmeno la pista che porta alla Juventus.

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