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Domenica, 23 Gennaio 2022
Filippo Giannitrapani

Opinioni

Filippo Giannitrapani

Collaboratore Sport RomaToday

Ha ragione Mou, tifare Roma fa male all'anima

La Roma ha perso in maniera inspiegabile contro la Juventus. Un calo di concentrazione che lascia sconcertato lo Special One e tutti i tifosi giallorossi

"Mi fa male l'anima". Così parla José Mourinho al termine di Roma-Juventus 3-4. I giallorossi avanti tre a uno, in sette minuti hanno buttato via una partita dominata e una vittoria che sembrava solo da certificare. Il black-out che ha investito la Roma è inspiegabile, e l'amarezza non è tanta ma di più.

Dare delle colpe allo Special One è difficile. La Roma ha cambiato pelle, anche a causa delle assenze, è tornata alla difesa a 4 col debutto di Maitland-Niles e per 70 minuti, ha dominato la Juventus Dybala-centrica. Per più di un'ora di gioco, in campo si è vista la miglior Roma della stagione (fatta eccezione di Bergamo): gagliarda, combattiva, sul pezzo, con approccio alla partita esemplare sia nel primo che nel secondo tempo. Infatti una volta finita la prima frazione di gioco sull'1 a 1, la Roma ad inizio ripresa ha steso la Juve. Sembrava l'apoteosi. Bianconeri annichiliti. Partita vinta. Ma poi il dramma.

Un buio di sette minuti, una luce spenta che non si riaccende. Inspiegabile. O meglio, Mourinho una spiegazione l'ha trovata: "Non c'è leadership, mentalità, il livello è più basso di quello che mi aspettavo". Mou ha ragione. La verità fa male, ma è necessaria. Questa Roma non è una grande squadra. Un squadra forte non dilapida in questa maniera un vantaggio di due gol in casa, con gli avversari ormai stesi, non concende nulla, si copre e basta. La Roma invece sbaglia tutto in sette minuti. Ibanez entra in maniera folle su Morata e agevola il gol che riapre la partita, Vina si perde Cuadrado ed è 3 a 3, Smalling sbaglia il rinvio e arriva il 4 a 3. Pellegrini che sbaglia il calcio di rigore è la ciliegina sulla torta dell'incubo giallorosso. 

Mourinho la partita l'aveva preparata benissimo, alla faccia delle tante assenze da Karsodrp e Mancini squalificati da El Shaarawy a Zaniolo con problemi fisici. Di più lo Special One non poteva fare. Intuizione perfetta quella di Felix in attacco che ha costretto Cuadrado sulla difensiva, ma sullo stop improvviso e imprevedibile dei suoi Mou non può fare nulla. Sul rigore fallito da Pellegrini, nemmeno. Sotto di un gol mette gli uomini offensivi che trova girandosi in panchina: Borja Mayoral e Carles Perez, zero gol in due in questo campionato. Cosa poteva fare di più? Nulla. La Roma non ha perso per le scelte del suo allenatore, ha perso per i limiti tecnici, mentali dei suoi giocatori. E lo ha fatto sotto gli occhi di un ospite d'onore, che in realtà ospite non è visto che l'Olimpico è casa sua: Francesco Totti. Uno che di leadership tecnica e caratteriale ne aveva eccome, e che i limiti tecnici li lasciavi ad altri. 

La leadership non si compra, non si prende in prestito sul mercato come Maitland-Niles più rincalzo che nuovo titolare con Karsdorp che può dormire sereno, o Sergio Oliveira in dirittura d'arrivo. Nè si allena. O c'è o non c'è, e alla Roma manca terribilmente. Questa sconfitta fa male all'anima, fa molto più male delle altre 8 sconfitte in campionato o della figuraccia in Conference League contro il Bodo/Glimt. La contestazione, più che naturale e legittima, dei tifosi è figlia di un guardarsi allo specchio e vedere che nonostante in panchina ci sia uno degli allenatori più vincenti degli ultimi 15 anni, i risultati non migliorano. Mourinho non è il problema, è la cura ma i miracoli non appartengono a questo mondo. La partita con la Juventus è frutto della realtà: questi giocatori non sono grandi calciatori,questa Roma non è una grande squadra. La presa in atto di questo è quello che fa più male, ma meglio una triste verità che un'allegra bugia. 

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