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Roma in finale di Conference league: il lungo cammino verso Tirana

Da Trebisonda a Tirana, passando dalla fredda Norvegia all'Inghilterra e al calore dell'Olimpico il cammino della Roma in Conference League ha avuto alti e bassi, ma Mou ha raggiunto l'obiettivo finale. 

La Roma è in finale di Conference League, la "nostra competizione" come dice Mourinho. Il cammino europeo di Pellegrini e compagni non è stato sempre in discesa. Una partenza sprint, una brutta caduta e una finale conquistata in casa lottando su ogni pallone. Da Trebisonda all'incubo Bodo/Glimt al trionfo col Leicester, ora la Roma si gode la finalissima di Tirana dove affronterà il Feyenoord con l'obiettivo di alzare un trofeo che a Trigoria manca da troppo tempo.

Preliminari e girone 

La Roma ha iniziato la sua stagione proprio in Conference League. Infatti il debutto ufficiale sulla panchina giallorossa di Mourinho risale al 20 agosto data dell’andata del preliminare di Conference contro il Trabzonspor degli ex Gervinho e Bruno Peres. Il doppio confronto si è concluso con una doppia vittoria romanista che ha proiettato la Roma alla fase a gironi.

Testa di serie del Gruppo C, la Roma ha trovato la sua bestia nera: il Bodo/Glimt. Contro i norvegesi la Roma ha subito una pesante disfatta, un 6 a 1 (ritorno due a due in un Olimpico che ha regalato solo fischi) che ha rischiato di compromettere il primo posto del raggruppamento e ha minato le certezze della squadra, con Mourinho che da quel momento ha preso scelte importanti sulla rosa. Il primato del Girone la Roma però è riuscito a guadagnarlo lo stesso conquistando 13 punti, uno in più del Bodo secondo. Un cammino che la Roma si è complicato da sola ma riuscendo alla fine a conquistare l’obiettivo del primo posto

La fase ad eliminazione diretta

Terminato il girone al primo posto, la Roma si è catapultata direttamente agli ottavi di finale dove ha affrontato il Vitesse. Dopo la vittoria giallorossa in Olanda targata Oliveira, al ritorno è stato Abraham ha regalare il passaggio del turno siglando l’1 a 1 nel finale. Ai quarti per Mourinho è arrivata la grande rivincita contro il Bodo. I norvegesi si rivelano scoglio arduo per la Roma che cade nuovamente sul sintetico norvegese ma poi grazie ad una spinta incredibile dei tifosi e ad uno Zaniolo da urlo (tripletta) ribalta il risultato. Il doppio confronto col Leicester è storia recente. Contro gli inglesi fa tutto la Roma che pareggia al King Power Stadium per un autogol di Mancini ma poi vince in casa grazie al solito Tammy Abraham. Durante questa fase la Roma ha mostrato la solidità e l’esperienza accumulata nel corse del torneo, il gioco spesso è stato poco spettacolare anzi, ma la squadra di Mourinho con carattere e solidità difensiva e grazie all’incredibile spinta dell’Olimpico (tutte le partite di ritorno giocate in casa) ha raggiunto l’obiettivo stagionale: la finale. 

I numeri in Conference League

La Roma in Conference League (preliminari compresi) si è dimostrata una squadra solidissima vincendo ben 9 partite, di cui ben cinque all’Olimpico. Tre sono i pareggi e due le sconfitte entrambe rimediate sul sintetico norvegese in casa del Bodo/Glimt. Tammy Abraham l’autore del gol che ha trascinato la Roma in finale è il vice-capocannoniere della competizione con ben 9 gol segnati, mentre Rui Patricio è il miglior portiere con più clean sheet (6). In totale i giallorossi hanno segnato 32 gol subendone 14 di cui 10 dal Bodo/Glimt. 

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