Lunedì, 15 Luglio 2024

Filippo Giannitrapani

Collaboratore Sport

Mourinho e la polvere che nasconde il nulla del gioco giallorosso

La Roma dello Special One è una squadra dal gioco inesistente. La risposta? Attacchi al palazzo e le assenze, figlie di un mercato mirato su gente costantemente infortunata

Questa Roma è poca cosa. Mourinho prova a nasconderlo ma è così, sono dati di fatto. Questa Roma è imbarazzante sotto tutti i punti di vista. La Conference League, vinta con merito, doveva essere il trampolino di lancio per una squadra ambiziosa ma che in realtà è rimasta arenata ad un non gioco di infima categoria e a continui pianti su pianti e proteste contro tutti e tutto senza alcuna logica. Contro l’Inter abbiamo assistito all’apoteosi del mourinhano pensiero: zero idee, zero gioco, pianti e lamentele.

Partiamo dal non gioco. Ci si aspettava una Roma arrembante a San Siro? Assolutamente no, non si è mai vista in quasi tre anni di Mou, figuriamoci contro la capolista e finalista di Champions League. La Roma del portoghese infatti non gioca a calcio (non l'ha mai fatto) ma ci si attendeva che provasse a vincere la partita ma la Roma ha messo un pullman, tutt’altro che lucido e funzionale nella propria area di rigore. Atteggiamento in campo imbarazzante della squadra giallorossa. Difendi male, attacchi peggio o meglio non attacchi proprio. Lukaku che è stato cancellato da Acerbi, non ha mai ricevuto un pallone giocabile. Lampante nel secondo tempo sullo 0-0, quando Kristensen recuperata palla poteva partire in contropiede con l’Inter sbilanciata e invece di servire Lukaku davanti a sé ha preferito calciare alla viva il parroco verso Sommer come se quel pallone scottasse. L’allenatore non dovrebbe dare un’idea alla squadra e fiducia ai giocatori? Vabbè dettagli, "la Roma ha fatto due finale di coppe europee consecutive" cit.

Restando in tema Lukaku, si può aprire una grande finestra. I romanisti, a partire dall’allenatore per i finire ai tifosi, si sono eletti vittime di un attacco da parte dei nerazzurri perché Lukaku ha scelto la Roma invece di firmare il rinnovo con Inter. La storia non è questa. Lukaku ha scaricato l’Inter e i suoi ex compagni (il belga a sua volta è stato abbandonato dalla sua agenzia Rocnation, ndr) perché trattava con altri club fra cui la Juventus. Un gesto non apprezzato (eufemismo, ndr) dall’ambiente Inter che ha detto addio al belga, su tutti Lautaro e lo spogliatoio, poi ha provato a rimediare senza successo. Non si tratta di soldi, sono lavoratori è legittimo andare da chi ti offre di più, ma rispetto. Inoltre Lukaku non ha scelto la Roma, ma i giallorossi sono stati l’ultima spiaggia (insieme all’Arabia, ndr). Big Rom doveva scegliere fra un giro nella Capitale o restare parcheggiato fuori rosa al Chelsea. Nessuno all’Inter è contro la Roma.

Contro la Roma non è nemmeno il sistema Lega e nemmeno il Palazzo. La direzione di gara di Maresca ieri è stata positiva. Anzi se un neo si può trovare è il mancato secondo giallo a Paredes che ha steso al limite dell’area, da ammonito, Thuram pronto a calciare. Mou si lamenta dei gialli a Cristante (gomitata, non volontaria e quindi non da rosso a Mkhitaryan) e a Mancini che ha urlato addosso all’arbitro, cartellino giusto per regolamento. Maresca ha giustamente ammonito anche Calhanoglu, Bastoni e Pavard che giocano nell'Inter. Cosa c’è da lamentarsi? Giocare il lunedì, per quale motivo poi avendo giocato la partita di Coppa all'Olimpico, avrebbe cambiato qualcosa? 

Continue lamentele pure per il calendario acchittato contro la Roma (tesi di Mou) dimenticando che il Sassuolo nell’infrasettimanale ha battuto proprio l’Inter. In ordine segue il pianto per gli assenti. "La Roma non poteva fare di più, i ragazzi hanno fatto il massimo". Ma quando e dove? Non sono nemmeno scesi in campo. Appellarsi agli assenti non ha proprio senso visto che questo era tutto abbondantemente programmato in estate e questi stop non sorprendono visto il mercato fatto. Già, gli infortuni di Dybala e Pellegrini sono ordinaria amministrazione e vista una rosa fragile sotto questo punto di vista, la dirigenza giallorossa ha pensato bene di aggiungere Aouar (16 presenze lo scorso anno) incapace di giocare con continuità e Renato Sanches la grande scommessa di Tiago Pinto che ha visto più l’infermeria di Trigoria che il campo. Per non parlare di Azmoun arrivato infortunato (e che a gennaio sarà impegnato in Coppa d'Asia), e Kristensen reduce dalla retrocessione con Leeds entrambi così utili alla causa che sonos stati tagliati dalla lista Uefa (anche per via dei paletti finanziari).  Un mercato coi fiocchi mirato a giocatori costantemente infortunati. "La Roma ha fatto due finali di coppe europee consecutive" cit.

Quello di Mourinho è un continuo mettere sotto al tappetto la polvere di una Roma inesistente, “grande” si fa per dire con le piccole vedi Empoli e Slavia Praga e incapace di poter affrontare una partita di livello in Serie A. Un calcio vecchio, un non gioco latente, raccappricciante. “La Roma ha fatto due finali europee” dice Mou ma non ricorda mai che una l’ha persa sul campo, aldilà dell’arbitraggio anzi la rivendica come vinta mistificando la realtà. I fatti dicono che Mou butta polvere, vende fumo, inventa e cerca scuse su scuse, attacchi al palazzo e avversari giovani che fanno calcio (vedi Palladino col Monza, ndr) per nascondere una Roma davvero triste e imbarazzante.

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