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Giovedì, 1 Dicembre 2022

Filippo Giannitrapani

Collaboratore Sport

Sarri carceriere della Lazio: si parla di rinnovo ma il Sarrismo è un'utopia

Maurizio Sarri alla Lazio sta deludendo. Tante polemiche, rosa non adatta e continui passi indietro nel gioco. Ma nonostante Lotito pensa al rinnovo

Alla Lazio va dimenticato il termine Sarrismo, che a Roma si è soltanto sentito a parole ma mai visto. Del bel gioco biancoceleste si sono avute notizie soltanto ad agosto contro Empoli e Spezia. Da settembre ad oggi, del tanto nominato bel gioco non c’è stata traccia. Quello che è davanti agli occhi di tutti invece è il continuo sali e scendi, le montagne russe della squadra di Sarri a livello di risultati e di prestazioni. Sarri sta deludendo molto alla Lazio. Il tanto sperato quarto posto e bel gioco sono sempre più distanti. Ma il miracolo del tecnico, che ha firmato un contratto biennale con la Lazio, è quello di discutere un prolungamento fino al 2025 per tenere vivo il progetto della bellezza. Tutto questo senza aver dato dimostrazione di poter davvero coltivare il Sarrismo sotto al Colosseo.

A livello di gioco, è un ossimoro ma la squadra di Sarri gioca meglio di contropiede. Escluse le prime due vittorie della stagione, la Lazio ha messo sul campo le sue migliori prestazioni nel Derby, contro l’Inter e l’Atalanta, lasciando il pallone agli avversari e ripartendo con Felipe Anderson e Immobile su tutti. Contro il Sassuolo, sesto k.o. in campionato, i biancocelesti non solo sono stati in balia della squadra di Dionisi ma non si si sono fatti valere nemmeno con l’arma del contropiede. Con un Felipe Anderson in preoccupante calo. L'assenza contemporanea di Milinkovic-Savic e Luis Alberto è stato pesante, ma la squadra non ha messo in campo niente di positivo e propositivo. 

L’inserimento di Cataldi in mezzo al campo è stato un tentativo da parte del tecnico di proporre il suo,vecchio gioco, datato Empoli più che quello apprezzato a Napoli. Sotto al Vesuvio infatti il play del Sarrismo era Jorginho che amava giocare nel corto e non con lanci lunghi alla Pirlo, che fanno parte del dna di Cataldi, vedi contro Atalanta. Anche qui passo indietro rispetto all'ideale di Sarrismo.

Più che al bel gioco, alla Lazio, Sarri sta mettendo in vetrina la polemica e la rosa inadatta alle sue idee. La polemica sul calendario, contro la Lega Calcio è storia nota. Sul fatto che si giochi troppo, ci siano troppe partite, Sarri ha pienamente ragione ma questa non può essere una scusa sulle quattro sconfitte nate dopo le partite di Europa League: Bologna, Verona, Napoli, Sassuolo (a cui si aggiungono il pareggio casalingo col Cagliari e la vittoria contro la Salernitana). Troppo facile. 

Sulla rosa, troppo corta, e sulle sue lacune, Sarri aveva dei dubbi già in estate. Aveva richiesto espressamente alcuni calciatori per coprire alcuni buchi nella squadra fra cui un terzino, un esterno offensivo e un centrocampista ma non è stato accontentato. Il mercato della Lazio non è mai stato di manica larga in fatto di acquisti, difficilmente Lotito cambierà tendenza. Che poi al Napoli non giocava sempre con i soliti 11-13 giocatori?.

Sarri si diceva fosse arrivato per rifondare la Lazio dopo anni di Inzaghi (che sì aveva portato bel gioco e anche qualche trofeo). Parlare di rifondazione stona molto con quello che stanno facendo Lazio e Sarri. È rifondare rinnovare il contratto a Radu, 35 anni? È rifondazione puntare su Pedro, 34 anni e uno dei migliori della stagione biancoceleste?.

Sarri è prigioniero, e allo stesso tempo carceriere, di quello che di buono e bello ha fatto a Napoli. Lo è stato al Chelsea e alla Juventus, due armate con una rosa piena di campioni con cui ha vinto in Italia e in Europa. A Formello ha invece stregato Lotito e la dirigenza biancoceleste nel credere nel suo progetto, nella sua idea anche se oggettivamente di tutto ciò che aveva promesso non se ne vede nemmeno l'ombra.

Salvo terremoti Sarri resterà per due anni sulla panchina laziale, ma parlare adesso di rinnovo e prolungamente sembra una vera utopia. Proprio come il Sarrismo. 

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Sarri carceriere della Lazio: si parla di rinnovo ma il Sarrismo è un'utopia

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