Giovedì, 16 Settembre 2021

La Lazio scopre l'altra faccia del Sarrismo: niente bel gioco niente vittoria

La Lazio fallisce il primo grande appuntamento della stagione. Niente bel gioco, niente vittoria. Al Comandante Maurizio Sarri il compito di trovare l'alternativa per la vittoria

"Okay Huston abbiamo un problema". La Lazio è caduta in modo innaturale contro il Milan. A San Siro la squadra di Sarri ha ceduto il passo ai rossoneri dell'ex Pioli che hanno giocato una grande partita battendo i biancocelesti con le loro armi. Il Diavolo ha messo da subito le sue ragioni sul campo e per i laziali non c'è stato scampo. 

Avete presente Space Jam? Il film di animazione della Warner Bros. dove degli alieni prendevano le abilità delle più grandi stelle della Nba? Ecco questo è sembrato accadere a San Siro. E così assistiamo ad un Tonali in versione Savic, che a centrocampo domina ogni pallone, Ibra che al primo tocco di palla segna come solitamente fa l'Immobile biancoceleste, Leao che semina gli avversari come il miglior Felipe Anderson e Rebic che sforna assist a profusione nemmeno fosse il Luis Alberto delle grande occasioni. 

Fatto sta che al primo mare in tempesta, il Comandante ha perso la bussola e non è più riuscito a raddrizzare la nave che piano piano è andata alla deriva senza controllo. Il pressing, il ritmo delle due prime partite della stagione dove sono finiti? Può l'effetto Sarri essere svanito nella prima giornata di settembre? Assolutamente no, però è oggettivo che alla prima grande sfida della stagione, una partita di vertice che valeva il primato in classifica la Lazio ha fallito. 

Il gioco di Sarri è chiaro. Pressing feroce, intensità, aggressività una volta persa palla, azione offensiva travolgente accompagnata da più uomini. A San Siro tutto questo l'ha fatto il Milan. Per vedere la Lazio giocare come vuole Sarri, i calciatori devono star bene fisicamente, e ieri in molti sembravano sottotono. A partire da Milinkovic-Savic. Il sergente biancoceleste non ha mai ingranato la marcia ed è stato investito dalla forza d'urto rossonera, a partire da Tonali che ha giganteggiato sul prato del Meazza. Adam Marusic si è trovato perso nella Terra di Mezzo fra i vari Theo Hernandez e Rafael Leao che hanno fatto quello che volevano. Immobile non ha indossato i panni del supererore in calzamaglia biancoceleste ma è rimasto in versione Nazionale ed è stato divorato dalla Tomori-Romagnoli. 

Se la Lazio non va a mille, non va. Questo sembrano dirci le prime tre giornate di campionato. Ed è una prerogativa delle squadre di Sarri. Se la condizione fisica è al top allora tutto viene bene e ci si esalta travolgendo gli avversari, se invece la condizione viene meno si arriva alla brutta figura  proprio come a San Siro. La situazione deve far pensare il tecnico laziale. Durante tutto l'arco della stagione, non si potrà tenere costantemente una condizione fisica di altissimo livello, ma come è normale che sia e come avranno tutte le squadra ci sarà un fisiologica flessione. E la situazione allora potrebbe aggravarsi con l'inizio dell'Europa League, che vedrà la Lazio giocare il giovedì in Europa. Il compito di Sarri è quello di trovare il piano B, l'alternativa al bel gioco. Perchè giocare bene e divertirsi è bello, ma vincere, anche in maniera sporca, anche di più. 

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