Lunedì, 25 Ottobre 2021
Calcio

Stephen Makinwa: "Io, la Lazio, Roma Nord e il razzismo"

Makinwa è arrivato alla Lazio nel 2006 collezionando 56 presenze e vincendo un trofeo. Adesso lavora come procuratore sportivo e ha scelto di vivere nella Capitale, a Roma Nord a cui è profondamente legato.

Stephen Makinwa è un ex attaccante della Lazio arrivato nell’estate nel 2006. L’arrivo al club capitolino con cui ha totalizzato 56 presenze e tre reti, vincendo la Supercoppa italiana 2009 contro la futura Inter del Triplete, è stata la vetta più alta della sua carriera. Nonostante i trasferimenti, che fanno parte della vita del calciatore, Makinwa è rimasto molto legato alla città di Roma ed infatti dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ha scelto di vivere nella Capitale, a Roma Nord dove ora lavora come procuratore sportivo. 

Arrivato a Roma nel 2006 e tuttora ci vive. Cosa vuol dire Roma per lei?

Roma è la città più importante per me. Ho avuto modo di conoscere e visitare tante zone di Roma, ma sono molto legato a Roma Nord dove ci vivevo prima perché più vicino a Formello e dove abito ancora adesso. 

Roma conquista anche a tavola. Le piace la cucina romana? Ha un piatto preferito?

(Ride -ndr) Mi piace tutta la cucina romana, mangio tutto. Se proprio devo scegliere dico l’amatriciana. 

La Lazio di Sarri invece le piace?

Sì ma deve fare ancora di più. Il cambio di allenatore non è mai facile, e nelle ultime partite ha avuto un po' di problemi ma c’è ancora tanto tempo per tornare a lottare per un posto in Champions League.

La Lazio sabato sarà attesa dal big match contro l’Inter. Lei che conosce l’ambiente laziale che accoglienza si aspetta per il suo ex compagno di spogliatoio Simone Inzaghi?

Inzaghi sarà accolto molto bene secondo me. Ha dato molto alla Lazio, sia come giocatore che come allenatore, quindi penso che la gente si ricorderà di quello che ha fatto.

A lei cosa ha più colpito del tifo laziale?

Quando sono arrivato sono rimasto colpito da come la gente segue e tiene alla squadra. Mi piaceva molto l’atmosfera prima del Derby e poi la felicità della gente dopo una vittoria.

Il momento più bello con la Lazio?

Ovviamente giocare la Champions League che è un traguardo importantissimo. Anche se non siamo andati lontani, giocare contro Real Madrid, Werder Brema Olympiakos è stato bellissimo.

Nelle ultime settimane ha tenuto banco il caso razzismo in Italia con i casi Maignan a Torino e Koulibaly a Firenze. Lei a Roma si è trovato a combattere questo problema?

No, non ha avuto nessun problema alla Lazio. Prima di vestire biancoceleste mi avevano detto che i tifosi laziali erano razzisti ma io sono andato lo stesso a Roma e alla Lazio mi sono trovato benissimo. La cosa bella del calcio è che non ci sono barriere, confini e la Lazio nella sua storia ha sempre avuto calciatori di colore. Rispetto a quando giocavo io adesso la situazione è migliorata ma bisogna ancora combattere questi episodi che ogni tanto succedono allo stadio. Spesso questi insulti arrivano da gente che non è razzista ma lo fa per far arrabbiare il calciatore e con questo non voglio dire che i razzisti non ci sono, ma non si può generalizzare.

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