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INTERVISTA | Derby, Fernando Orsi: “Lazio, a Sarri serve tempo. Derby importante ma non decisivo”

L’intervista all’ex portiere della Lazio, cresciuto nelle giovanili della Roma, Fernando Orsi: “Veretout e Milinkovic saranno gli uomini chiave del Derby”

L'ex portiere Fernando Orsi, cresciuto nelle giovanili della Roma (senza mai esordire in prima squadra) è passato subito ad inizio carriera alla Lazio con cui ha vissuto anni importanti sia da calciatore che in panchina. L’ex portiere per 136 volte ha difeso la porta biancoceleste dal 1982 al 1985, e dal 1989 al 1998, anno del suo ritiro. Finita la carriera da calciatore alla Lazio fu prima allenatore dei portieri (1999-2001) e poi vice di Roberto Mancini dal 2002 al 2004. Attualmente seconda voce nelle telecronache per Sky, Orsi ha parlato a RomaToday del Derby della Capitale in programma domenica 26 settembre alle ore 18. 

Manca ancora una giornata prima del derby. Ad oggi quale squadra arriva meglio alla stracittadina?

Tutte e due squadre hanno avuto un cambiamento tecnico ed entrambe devono fare un certo percorso. La Lazio forse deve lavorare un po' di più perché Sarri vuole certi movimenti, Mourinho invece lascia spazio alla libertà, all’estrosità in attacco. Roma e Lazio arrivano con problemi al derby ma anche con fiducia. Il derby arriva presto e quindi non può condizionare il rendimento delle due squadre in prospettiva.

Non ritiene dunque il Derby una partita così decisiva per il continuo della stagione?

No penso che sarà una vittoria cittadina, importante a livello di classifica ma dopo ci saranno tante partite da giocare ancora.

Le piace la Lazio di Sarri?

Sono parecchio incuriosito su quello che potrà dare questa squadra con gli insegnamenti di Sarri, che reputo un grande allenatore. E lui vede quotidianamente i calciatori, sa carpire le loro caratteristiche e quindi sa lui scegliere se far giocare Pedro o Zaccagni, o Felipe Anderson oppure se schierare Cataldi invece di Leiva. Siamo in una fase in cui il giudizio è sempre condizionato dai risultati ma questa squadra non può che migliorare. Mi fido molto dell’allenatore e dell’apprendimento dei giocatori che sono calciatori esperti e di spessore.

Come si spiega il rendimento della Lazio nelle ultime uscite rispetto all’inizio di stagione scoppiettante?

All’inizio c’era tanto entusiasmo per l’arrivo di Sarri. La squadra era molto curiosa del nuovo allenatore. Quando hanno affrontato squadre più abbordabili (Empoli e Spezia, ndr), gli errori fatti sono stati coperti dal risultato finale. Questi errori però poi si sono riproposti contro squadre più strutturate come il Milan, il Galatasaray in Turchia e col Cagliari. Dico che il tempo di apprendimento non poteva essere così veloce all’inizio come non può essere così lento adesso. È una squadra che può migliorare, bisogna aspettare. L’allenatore non ha la bacchetta magica e per quello che chiede ci vuole più tempo. Sarri è un allenatore di campo, tattico, predilige certi movimenti della squadra e anche i calciatori devono capire. Non dimentichiamoci che la Lazio giocava col 3-5-2 adesso col 4-3-3 e i movimenti sia in fase difensiva che offensiva sono diversi.

Capitolo Immobile. Cosa pensa delle critiche mosse al centravanti della Lazio?

Le critiche ad immobile sono sbagliate. Ha fatto 150 gol in 4 anni, è l’attaccante titolare della Nazionale Campione d’Europa, è un attaccante che fa gol e fa fare gol, si muove tanto e lascia spazio agli altri e quando c’è da far gol segna. Sono critiche senza motivo. Quando l’Italia ha vinto l’europeo bisognava esaltarlo come è stato fatto per gli altri calciatore azzurri. Immobile ha fatto due gol e in quella Nazionale hanno segnato quasi tutti proprio perché il gioco di Mancini aiuta sia gli attaccanti che i centrocampisti.

Da portiere come valuta l’errore di Starkosha in Europa League? E come un portiere si rialza dopo un errore del genere?

L’errore che ci sta, e quegli dei portieri sono più evidenziati specie se perdi la partita. Strakosha sa di aver sbagliato ma è stato importante il conforto del pubblico e dei compagni è importante. Ci si tira su lavorando, durante la settimana ti alleni e passa tutto. Il portiere deve sotterrare subito gli errori perché poi c’è la possibilità di rifarti subito.

Cosa pensa invece del portiere della Roma Rui Patricio?

Rui Patricio è un portiere presente. Mi sembra migliore dei portieri degli ultimi anni. Non so se la Roma avrebbe conquistato nove punti senza di lui. La società e Mourinho hanno scelto molto bene puntando sul portiere portoghese. 

Chi saranno gli uomini chiave del derby?

Io dico Veretout e Milinkovic-Savic. Sono due giocatori che spaccano le partite in qualsiasi momento. Il francese è un centrocampista box to box, a tutto campo, fa la fase difensiva molto bene ma anche quella offensiva. E vedendo i problemi della Lazio, la retroguardia biancoceleste potrebbe andare in difficoltà con i tempi gli inserimenti di Veretout. Milinkovic imposta, contrasta, fa assist, di testa è pericoloso. È un giocatore universale. 

Milinkovic Savic-5

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