Domenica, 24 Ottobre 2021

Febbre da derby: ecco come arrivano alla stracittadina Roma e Lazio

Manca una settimana al derby della Capitale. La Roma è caduta per la prima volta in stagione, la Lazio non vince da tre partite. Ecco la situazione delle due squadre

La settimana che porta al derby non comincia nel migliore dei modi per Lazio e Roma. Anzi. I biancocelesti sono andati ad un passo dalla terza sconfitta consecutiva contro il Cagliari, mentre i giallorossi sono caduti per la prima volta in stagione a Verona.

La Lazio che abbiamo visto incantare nei primi 180 minuti di campionato è sparita senza lasciare traccia. Il gioco offensivo, le trame incantevoli dello spartito Sarriano non si vedono più, del ritmo indemoniato nemmeno l’ombra. “Aprite le porte alla bellezza” è stato lo slogan della Lazio per l’arrivo di Sarri ma dopo le prime cinque partite della stagione del Sarrismo c’è poco. Contro il Cagliari si è vista la Lazio delle ultime uscite, ma con più rabbia. Quella ferocia che ha permesso a Danilo Cataldi, figlio laziale, di trovare la traiettoria perfetta ed evitare la terza sconfitta in una settimana. Il problema resta la difesa. Contro il Cagliari i biancocelesti, hanno concesso troppe occasioni agli attaccanti sardi. La difesa alta voluta da Sarri non sembra calzare addosso ai difensori, e adattati vedi Lazzari, laziali. E così la Lazio che si trova con un potenziale offensivo di primissimo ordine, subisce troppo in fase difensiva. La Lazio prima di presentarsi al derby deve però superare il test Torino. I granata di Juric sembrano aver recepito le direttive del nuovo allenatore e puntano molto sul ritmo e sul pressing. Temi tanto cari a Sarri ma che la squadra biancoceleste non sembra riuscire ad assimilare. A poco meno di una settimana dal derby, compito di Sarri sarà ristabilire l’ordine alla sua squadra.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. La Roma che non sbagliava un colpo scivola sul campo, bagnato, del Bentegodi. Mourinho naufraga a Verona. Il faro Lorenzo Pellegrini, autore di un gol di tacco da incorniciare, non riesce a guidare la squadra nella tempesta e allora ecco che a trionfare è Tudor che bombarda Rui Patricio, l’altro migliore in campo insieme al capitano giallorosso, senza sosta. Stavolta Mourinho non indovina i cambi. El Shaarawy, Borja Mayoral, Mkhitaryan a mezzo servizio, Perez non portano il risultato sperato. Zaniolo ci mette tanto impegno, ma la sua stella, preso atto del più di un anno di stop forzato causa grave infortunio, non sembra brillare come agli esordi. Se contro il Sassuolo le intuizioni del Mago di Setubal, e la buona sorte, hanno portato il popolo giallorosso in estaai contro l’Hellas la Roma ridisegnata da Mou ha soltanto subito. La difesa a tre e il tutti in avanti dello Special One non ha consentito alla Roma nemmeno di provare l’ultimo acuto prima di alzare definitivamente bandiera bianca. Con i neroverdi la Roma subiva e reagiva, a Verona i giallorossi incassavano soltanto i colpi senza replicare. Per la squadra di Mou ci sarà l’Udinese prima del grande appuntamento cittadino. Adesso inizia il vero lavoro di Mourinho. Il tecnico portoghese avrà l’arduo compito di tenere in piedi l’ambiente romanista che sa sì esaltarsi ed esaltare, anche per sole cinque partite ma che è capace deprimersi alla prima caduta.

Il derby si sa non è mai una partita come le altre. La Capitale lo sa. Mancano ancora novanta minuti prima del grande appuntamento dell’Olimpico. La Roma spera di arrivarci conservando il vantaggio di due punti sui biancocelesti (9 punti per i giallorossi, 7 per i biancocelesti), la Lazio vuole ritrovare la sua brillantezza e provare il sorpasso. Mourinho e Sarri dovranno guidare le loro squadre nelle insidie capitoline del derby e fra sette giorni scopriremo quale delle due squadre avrà ritrovato la retta via. 

Si parla di

Febbre da derby: ecco come arrivano alla stracittadina Roma e Lazio

RomaToday è in caricamento