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Giovedì, 23 Maggio 2024
Calcio

La Curva Nord squalificata dopo i cori razzisti di Lecce

Il Giudice Sportivo ha squalificato per una giornata la Curva Nord della Lazio dopo che i tifosi laziali si sono resi protagonisti di cori razzisti verso Banda e Umtiti del Lecce

Niente Curva Nord per Lazio-Empoli di domenica 8 gennaio. La Lazio perde infatti il tifo più caldo per la prima partita casalinga del 2023 per via della squalifica inflitta dal giudice sportivo dopo gli ululati e i cori razzisti verso Banda e Umtiti durante la sfida al Via del Mare

La squalifica

Non ci sarà la curva Nord contro l'Empoli. Il comportamento dei laziali nel settore ospite del Via del Mare ha portato all'intervento del giudice sportivo che ha chiuso la curva per una partita. Nella delibera del giudice Gerardo Mastrandrea si legge: "Letto il referto arbitrale e la relazione dei collaboratori della Procura federale nella quale, tra l'altro, si riferisce che durante l'intera gara i sostenitori della società Lazio, assiepati nel settore 'ospiti distinti sud-est', si rendevano responsabili nella quasi totalità (circa 1.000 dei 1.072 occupanti), di ripetuti cori espressione di discriminazione razziale nei confronti dei calciatori del Lecce Banda ed Umtiti; considerato che i cori venivano percepiti da tutti e tre i collaboratori della Procura, opportunamente posizionati anche in parti dell'impianto distanti dal Settore sopradetto; considerato che in base alla suddetta relazione tali comportamenti sono attribuibili alla tifoseria della società Lazio che nelle gare casalinghe occupa il settore denominato 'Curva Nord' dello Stadio Olimpico di Roma; ritenuto che, in ragione della gravità, della dimensione e della percezione reale del fenomeno, tale anche da costringere il direttore di gara ad interrompere il gioco per permettere l'effettuazione, da parte dello speaker, del messaggio previsto in caso di cori di discriminazione razziale, i predetti comportamenti assumono rilevanza disciplinare a norma dell'art. 28, n. 4, CGS", per questi motivi si "delibera di sanzionare la Società Lazio con l'obbligo di disputare una gara con il settore indicato dai collaboratori della Procura federale nella propria relazione, sulla base delle informazioni acquisite dal dirigente responsabile dell'ordine pubblico, privo di spettatori".

Una brutta figura da parte della Lazio, con il club di Lotito che si dissocia dal comportamento dei suoi sostenitori.

Il comunicato della Lazio

Poco prima della decisione del giudice sportivo era arrivato il comunicato della Lazio che condanna fortemente questi atti di razzismo. Questa la nota del club biancoceleste: "Durante la partita Lecce-Lazio, l’arbitro è stato costretto ad interrompere la partita a causa di ululati razzisti nei confronti di un giocatore della squadra di casa. La S.S. Lazio ha sempre contrastato con tutti i mezzi a disposizione ogni forma di razzismo e discriminazione, mettendo in campo iniziative volte a reprimere tali fenomeni, sensibilizzando i propri tifosi su questo tema e agendo nelle sedi preposte a tutela della propria immagine. La S.S. Lazio anche oggi condanna chi si è reso protagonista di questo gesto deprecabile, vergognoso e anacronistico e offrirà come sempre la massima collaborazione alle autorità per individuare i responsabili. I tifosi della Lazio non sono razzisti e non possono essere associati a pochi individui che ledono gravemente l’immagine del club".

Le condanne

A condannare questi comportamenti oltre alla Lazio, sono intervenuti Gianni Infantino, Presidente della FIFA e anche Ruth Dureghello, Presidente della comunità ebraica di Roma. Queste le sue parole sui social: "Quanto ancora deve durare la presenza dei razzisti negli stadi? A novembre ci furono i cori antisemiti nel derby, ieri quelli contro Banda e Umtiti usciti in lacrime. Il calcio non può continuare a far finta di nulla".

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