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Domenica, 23 Gennaio 2022
Filippo Giannitrapani

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Filippo Giannitrapani

Collaboratore Sport RomaToday

Zaniolo, non ascoltare Mourinho

In maniera provocatoria Mourinho suggerisce a Zaniolo di andare a giocare all'estero per i troppi falli subiti in Italia. Farlo sarebbe alzare bandiera bianca al suo status di talento

"Consiglio a Zaniolo di pensare di andare all'estero, qui in Italia per lui sta diventando impossibile". Ha parlato così al termine di Bologna-Roma, José Mourinho posando i riflettori ancora una volta su Nicolò Zaniolo. Il tecnico portoghese con questa sua provocazione cerca di far salire l'attenzione degli arbitri sul numero 22 romanista, vittima secondo lui (e dei tifosi) di troppi falli e di avere gli arbitri contro. 

L'ultima cosa che deve fare Zaniolo è ascoltare il "consiglio" del suo allenatore. Sarebbe un grave errore. Andare via dalla Serie A non significa ricevere meno colpi, interventi duri. Messi non li prendeva a Barcellona e ora a Parigi?. Per sicurezza chiedere a Neymar. Della Premier League, il campionato dei contrasti duri per eccellenza, non ne parliamo proprio. I colpi, dai campetti di periferia al Camp Nou, si prendono, specie se sei il più bravo, in particolar modo se dimostri di avere un talento superiore agli altri. Se debutti al Santiago Bernabeu casa del Real Madrid, se vieni convocato dal ct della Nazionale Roberto Mancini prima ancora di giocare col tuo club, se sei il titolare dell'AS Roma e hai solo 22 anni, sei un giocatore di livello superiore. Nicolò Zaniolo è un talento,un grande affare della Roma che ha sottratto all'Inter uno dei giovani (classe 1999) più talentuosi della sua generazione. I colpi che riceve in partita sono la testimonianza, la prova, di questo status di talento che il mondo del pallone ha conferito a questo ragazzo di Massa, non per virtù ma perchè lo ha dimostrato sul campo. Andarsene alla ricerca di un campionato "più leggero", oltre che ad essere un'utopia sarebbe un grave errore.

Capitolo arbitri-Zaniolo. Premesso che tutti i calciatori devono essere uguali sotto il giudizio del direttore di gara, e puniti per il loro atteggiamenti ed interventi e non avere un trattamento speciale per il nome che portano dietro la maglia, Zaniolo non è una vittima degli arbitri. Questa è solo una favola per mascherare degli errori, delle prestazioni non felici. Più allo stadio che in televisione, si nota come il numero 22 giallorosso non perda occasione nel cercare la protesta, nel polemizzare contro il fischietto di turno. Tantoché che le diverse ammonizione raccolte dal classe '99 in questo campionato sono figlie di proteste e comportamenti discutibili invece che di falli da gioco: giallo per proteste per un calcio d'angolo non concesso contro il Milan, uscita dal campo con perdita di tempo con l'Empoli, per finire cona simulazione, netta, a Bologna. L'arbitro al Dall'Ara non ha fischiato almeno un fallo solare a Zaniolo, ma questo non giustifica un accanimento nei suoi confronti e tantomeno un tentativo di imbrogliare (a maggior ragione col Var) l'arbitro con una simulazione. Questi sono atteggiamenti che un calciatore del suo livello non si può permettere. Si può, si deve, contestare, una scelta arbitrale che non si ritiene consona ma non con questo atteggiamento. E fare la vittima non porta a niente. Zaniolo deve pensare a giocare, magari tenendo un pò meno la palla e giocando più coi compagni, a mettere sul campo tutta la sua tecnica e la sua forza fisica, i suoi strappi e le sue accelerazioni sono uno spettacolo per gli occhi. E ce le vogliamo tenere strette in Serie A. 

Zaniolo deve dunque dimenticare le parole, la provocazione di Mourinho. Zaniolo è un talento che in Serie A ci sta benissimo, così come sta bene in Champions League dove ha debuttato prima che in campionato. Sabato all'Olimpico arriva l'Inter, la Roma sarà senza Pellegrini, Abraham, El Shaarawy, Karsdorp e allora proprio contro il suo passato Zaniolo ha l'occasione di dimostrare con le giocate, coi fatti che i prati della Serie A sono perfetti per un talento come lui. Meno chiacchiere, meno vittimismo e più fatti sul campo. Zaniolo è un talento della Serie A.

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