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Venerdì, 2 Dicembre 2022

Filippo Giannitrapani

Collaboratore Sport

Obiettivo Mourinho: difendere la Roma contro tutto e tutti

Dopo la netta sconfitta contro l'Inter, Mourinho ha difeso in maniera feroce la Roma. Dopo gli arbitri, i nuovi nemici dello Special One sono i giornalisti

Mourinho entra nella nuova fase del proprio piano di comunicazione e protezione della squadra. Dopo aver attaccato gli arbitri, i nuovi nemici finiti nel mirino dello Special One sono i giornalisti.

I giallorossi, sconfitti per 3 a 0 contro l’Inter, sabato scorso sono scesi in campo con una formazione fortemente rimaneggiata a causa delle tante assenze dovute a infortuni e squalifiche. All’Olimpico sotto gli occhi di Francesco Totti, prima volta allo stadio dopo due anni, la Roma ha dovuto fare a meno di Karsdorp e Abraham per squalifica e di Perez, Pellegrini, Spinazzola, El Shaarawy per infortuni vari. La pesante sconfitta ha fatto storcere parecchio il naso al portoghese (“Non possiamo prendere gol ridicoli come il primo e il terzo”) e ha messo sulla graticola la squadra giallorossa. Allora ecco che Mou toglie gli abiti dell’allenatore di campo e interviene da abile e astuto comunicatore, parafulmine in difesa della squadra. 

L’arringa difensiva dello Special One arriva poco dopo il triplice fischio direttamente dalla conferenza stampa post Roma-Inter. “Chi ha dato tutto quello che ha non è obbligato a fare di più. Non riesco ad avere un rapporto negativo con questi ragazzi”. Così parla Mourinho, che non rimprovera i suoi per il risultato e per la prestazione, e non dà possibilità agli altri (la stampa) di farlo ma anzi parte in contropiede. “È facile per voi (giornalisti, ndr) fare domande, il tuo lavoro è più facile del nostro (allenatori, ndr) per questo prendiamo tanti più soldi”.  Feroce, quasi gradasso, lo Special One nella difesa del suo gruppo e nell'attacco alla stampa. Per Mou la disamina della partita è semplicissima: l’Inter è più forte, e lo si vede ancora di più se la Roma ha assenze pesanti. Semplice, lineare, breve, diretto. Pochi fronzoli. Per questo la Roma ha perso la partita, non per l'atteggiamento, non per il modo di proporsi. Non si poteva fare diversamente. Quindi non attaccate la squadra, parlate, attaccate me. La squadra ha dato tutto e questo mi basta, questo il Mou pensiero dopo la sfida contro i Campioni d'Italia in carica. Va detto che la Roma contro l'Inter ha deluso sul piano dell'atteggiamento troppo remissivo, ma questo per Mou non conta. I panni sporchi si lavano in famiglia, a Trigoria, non nell'immediato post partita davanti a giornalisti e telecamere. 

Non è la prima volta In questa annata che Mou è dovuto intervenire in difesa dela squadra cercando di nascondere i dfietti di una rosa, giovane, che non può ambire allo scudetto ma che è in lotta per un posto Champions. Il portoghese dal suo arrivo alla Roma ha fatto gruppo alla prima difficoltà (sconfitta nel derby), poi ha attaccato gli arbitri (sconfitte contro Juventus e Milan), e adesso attacca la stampa difendendo in maniera feroce i propri ragazzi. Tutte azioni fatte per il bene della Roma e della squadra. 

Dopo dieci anni, da Milano a Roma, lo spartito di Mourinho non è cambiato. Nella Capitale il portoghese sta innalzando il proprio castello in difesa della Roma e di Trigoria. E il rumore dei nemici, come allora, non fa paura. 

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