Giovedì, 17 Giugno 2021
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Baby marziani a Roma: il baby Barcellona batte 59 a 1 una squadra giovanile

Felici e perdenti alla scoperta del pianeta Barcellona. Ha una doppia morale la favola vissuta dai 66 ragazzi della squadra romana del Futbolclub, sbarcati per tre giorni alla 'Masia'

Al di là del complessivo 59-1 di una tournée in Spagna per dei giovani calciatori romani, il Barcellona è di un altro mondo anche a livello giovanile ma si può essere contenti anche perdendo, e così è stato per i bambini del Futbolclub, che pure è una delle migliori società di calcio giovanile di tutto il Lazio.

Nonostante il risultato però si può essere soddisfatti anche solo per il privilegio di entrare in contatto con una realtà che, per formare le leve della squadra più forte del mondo, privilegia doti umane e tecniche a quelle fisiche. “Ma quelli sono dei ragazzini straordinari non solo individualmente, sono fenomeni di squadra. La loro forza è il gioco palla a terra: con tutti quei passaggi dopo un pò ti fanno girare la testa”, racconta Marco Caroli, categoria Esordienti, autore dell'unico gol messo a segno dai giovani capitolini. Grazie alla tournée in Catalogna, gli adolescenti romani (classe 2000-01) hanno messo piede, primi rappresentanti di una squadra giovanile italiana, nel mitico stadio Camp Nou, ammirato il museo del club con i trofei vinti dal Barca, e toccato con mano la realtà della 'canterà blaugrana.

Nelle amichevoli disputate, infatti, i ragazzi del Futbolclub si sono misurati con i pari età spagnoli subendo sì un passivo pesante (10-0, 11-1, 32-0 e 6-0 i risultati). “Spingevano anche sul 30-0 - racconta un bambino del Futbolclub - sembravano alieni ma apprendendo una lezione di gioco e stile che rimarrà impressa nella memoria in maniera indelebile”. Insomma, i romani hanno visto i marziani dell'universo del pallone. Che, come racconta il presidente del Futbolclub, Luca Bergamini, un passato da portiere nelle giovanili della Roma e nella Nazionale di calcio a cinque, sono selezionati e formati con cura maniacale dei dettagli attraverso veri e propri brain-training sin dalla tenera età (9-13 anni), quando la capacità di apprendimento è massima e i bambini sono spugne in grado di assorbire tutto.

Stile, mentalità e programmazione costituiscono i vertici del triangolo magico su cui si basa il lavoro quotidianamente svolto all'interno della 'Masia'. Tutto, insiste Bergamini, deriva dall'organizzazione: all'interno dei cinque piani per complessivi 6mila metri quadrati del nuovo centro di formazione, inaugurato lo scorso ottobre e costato al Barca oltre 11 milioni di euro ma la giunta direttiva investe ogni anno 20 milioni per il settore giovanile, il 4,5% del fatturato globale, risiedono 83 giovani atleti, di cui 58 per il calcio, e i restanti per basket, pallamano e hockey a rotelle.

Nella 'Masia' le giornate sono scandite da orari precisi: sveglia alle 7, colazione, dalle 8 alle 13.30 tutti a scuola. Poi pranzo (l'alimentazione è seguita con occhio di riguardo), riposo, compiti e studio. Gli allenamenti, sugli 11 campi della Ciudad Deportiva, vanno in scena dalle 19 alle 21, prima di cena. Alle 23 tutti a dormire. Nulla è lasciato al caso, professori e allenatori si prendono cura anche dell'aspetto psicologico e sociale dei ragazzi, aiutandoli a crescere in un ambiente fondato sul rispetto delle regole. Regole che un giorno porteranno molti di loro a indossare la maglia blaugrana davanti ai 100mila spettatori del Camp Nou. Tra cui potrebbe esserci Marco, pronto a raccontare al vicino di posto: “Da ragazzo li ho affrontati e ho anche fatto loro un gol”. A meno che la favola eterna del pallone non regali un altro finale: e in campo ci sia anche Marco, con la maglia blaugrana o un'altra, non importa. 

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