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Sabato, 21 Maggio 2022
Cinema

RECENSIONE - To Rome with Love

Sinceramente non pensavo di andare al cinema per un film di Woody Allen ed uscire dalla sala convinto di aver visto un B-Movie anni 70 degno di Sergio Martino...

Sinceramente non pensavo di andare al cinema per un film di Woody Allen ed uscire dalla sala convinto di aver visto un B-Movie anni 70 degno di Sergio Martino. Il film si sviluppa in vari episodi: un uomo qualunque viene inspiegabilmente travolto da un'ondata di popolarità che gli stravolge la vita; due sposini
di provincia si perdono per la città eterna e si cornificano a vicenda rispettivamente con un ladro ed una prostituta; una turista americana si innamora di un giovane romano comunistoide con annesso incontro/scontro tra le due famiglie distanti per mentalità e cultura anni luce; un giovane studente d'architettura
statunitense è attratto dall'irrequieta migliore amica della fidanzata.

Prima le (due) cose positive: Roma è bellissima in questo film, fotografata con una luce straordinaria, e due/tre battute al massimo di Allen strappano il sorriso. Il resto è proprio da dimenticare. Storie vuote, noiose ed insulse, personaggi ridicoli e stereotipati come non se ne vedevano nemmeno nei cinepanettoni (almeno li si è consapevoli di cosa si sta guardando). Abbiamo la mamma italica, casalinga, baffuta, vestita anni 50 che difende il figlio maschio con i denti e risolve tutti i guai cucinando i maccheroni. Abbiamo Antonio Albanese che fa Alex Drastico, ladruncoli, mignottelle, cornuti contenti, alta borghesia snob, accenti pseudo meridionali e popolani mediocri ma dal cuore grande.

Abbiamo pizza, vino, spaghetti amore e mandolino. Abbiamo un cast che (Benigni a parte, l'unico a salvarsi) pesca da Boris, dai Cesaroni e da
Occhio Malocchio Prezzemolo e Finocchio. Ritroviamo (senza che se ne avvertisse la mancanza) Carol Alt ed Ornella Muti (devastata dal botox). Probabilmente l'intento del regista era quello di dar vita ad una feroce critica verso "l'italietta" dei nostri tempi (l'episodio con Benigni ne è il sintomo evidente), ma se cosi
doveva essere mi sarei aspettato una storia sensata, dei personaggi costruiti, con un'identità, un'anima ed una trama che si avvicinasse al credibile. Mi sarei aspettato un cast di un certo tipo (devo vedere un film di Woody Allen e ritrovarmi Alex Drastico ???), anzi mi chiedo come mai non abbia pescato attori
pure dal Bagaglino o da Un Posto al Sole. La colonna sonora è da crisi di nervi (a parte funniculì funniculà ci sono tutte le canzonette di genere). Insomma la delusione è grande. Sicuramente il nostro paese non ha esportato negli ultimi anni una bella immagine all'estero, ma tanta superficialità nel girare un film e nel raccontare il "belpaese" mi sembra eccessiva e non tollerabile, quasi offensiva. Da evitare assolutamente.

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