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Niente più disuguaglianze sul lavoro: il Lazio approva la legge sulla parità retributiva tra i sessi

Ancora oggi le donne sono discriminate nel mondo del lavoro ma fortunatamente si inizia ad intravedere un luminoso spiraglio di luce: la Regione Lazio, prima in Italia, ha approvato una legge sulla parità retributiva tra i sessi con un investimento di ben 7,6 milioni di euro

Oltre la crisi, il Covid-19 ha purtroppo evidenziato l’ampiezza delle disuguaglianze e le ha amplificate. In questi ultimi mesi si è molto parlato anche del delicato tema sull'occupazione femminile. Tutti riconoscono l’importanza di mettere a disposizione delle donne ogni strumento utile alla parità professionale, ma sulla pratica queste disuguaglianze sono state superate davvero? Tanti gli illeciti che le donne sono costrette a subire in ambito lavorativo, dall'occasione di poter ricoprire ruoli importanti come l'essere al vertice di un'azienda all'imparità salariale, un problema purtroppo ancora esistente nel 2021 e che la pandemia ha fatto esplodere in tutta la sua drammaticità, fino ad arrivare ad altri problemi quali le domande che spesso vengono poste durante un colloquio di lavoro: "vuoi dei figli?", "qual è il tuo credo religioso?". Queste alcune delle più gettonate, illegali per il Codice delle pari opportunità.

Cosa dice il Codice delle pari opportunità

Il Codice delle pari opportunità è in vigore dal 2006 e vieta "qualsiasi discriminazione per quanto riguarda l’accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione", nonché la promozione "a tutti i livelli della gerarchia professionale". Pari opportunità, dunque, che non devono tenere conto del fatto di essere uomo o donna.

La discriminazione sul lavoro a Roma

Ancora oggi le donne sono discriminate nel mondo del lavoro. La situazione è più drammatica nel caso in cui le lavoratrici siano libere professioniste: in media una donna guadagna il 45% in meno dei colleghi uomini. Dei 444mila occupati in meno registrati in Italia nel 2020, il 70% è costituito da sole donne. Sconfortanti anche i dati Istat riguardo il mese di dicembre 2020: su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne. Anche il Lazio è colpito dal problema dell'occupazione femminile: una donna su due non lavora, mentre nell'ultimo anno su 44mila posti persi 33mila sono di donne.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l'inclusione sociale

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si inserisce all’interno del programma Next Generation EU, il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall'Unione Europea in risposta alla crisi causata dalla pandemia. Quest'ultimo include - tra le altre cose - un corposo pacchetto di riforme che toccano gli ambiti della Pubblica Amministrazione, della giustizia, della semplificazione normativa e della concorrenza. Il pacchetto, suddiviso in 6 missioni, ha l'obiettivo di riparare i danni economici e sociali causati dalla crisi pandemica.

La quinta missione è proprio rivolta all' "Inclusione e Coesione" e stanzia complessivamente 22,4 miliardi con l'obiettivo di facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, il rafforzamento delle politiche attive del lavoro e il favorire l'inclusione sociale, prevedendo un investimento significativo anche sulle donne.

Approvata la legge sulla parità retributiva tra i sessi

Temi scottanti questi che in quest'ultimo periodo stanno scuotendo molte coscienze. Ed è proprio la Regione Lazio - prima in Italia - ad approvare una legge sulla parità retributiva tra i sessi. Come leggiamo su fanpage.it, ad annunciarlo è stata Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione lavoro e pari opportunità in Consiglio Regionale del Lazio e prima firmataria della legge. La Regione investirà 7,6 i milioni per contrastare il gap salariale tra uomo e donna.

"Ho presentato la proposta di legge prima della pandemia, oggi più che mai è urgente approvarla perché la crisi generata dal Covid-19 non è stata uguale per tutte e tutti e in particolare le donne, che già soffrono una condizione strutturale di disuguaglianze nel mondo del lavoro, sono state duramente colpite", dichiara Mattia. "Con questa legge scriviamo una bella pagina per il Lazio e per l’Italia, ma soprattutto per le nostre comunità e le tante donne che hanno dovuto fare un passo indietro, nel lavoro e non", prosegue.

Soddisfatta anche la consigliera regionale Marta Bonafoni che specifica che questa è una legge inclusiva perché riguarda tutti i ceti sociali, le detenute e le donne che vivono nelle case rifugio. "Noi con questa legge cerchiamo di mandare più di un segnale. Per prima cosa si dà attenzione al lavoro culturale e quindi al dialogo con imprese virtuose e con le istituzioni (alcune delle quali devono ancora macinare chilometri su questo tema). Poi: si lega il contrasto alla violenza al tema del lavoro, così come dice la Convenzione di Istanbul, dove il tema dell'autonomia economica delle donne è un caposaldo anche della lotta contro la violenza. Inoltre contiene un doveroso passaggio sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e di condivisione del lavoro familiare e di cura. Questa legge ci fa fare passi in avanti perché emancipa e libera la dimensione affettiva anche degli uomini, restituendogli la capacità di fare i padri fino in fondo".

Legge sulla parità retributiva: cosa prevede

La legge sulla parità retributiva approvata dalla Regione Lazio prevede lo stanziamento di 7,6 milioni di euro tra 2021 e il 2023 che saranno utilizzati per "favorire la permanenza e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, la valorizzazione delle loro competenze, la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, la diffusione di una cultura non discriminatoria nelle imprese e la garanzia di regole per l'equa rappresentanza dei generi negli organi di amministrazione e controllo".

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