Martedì, 18 Maggio 2021
Trend

Il futuro (è) dello Smart Working

La pandemia ha cambiato radicalmente il modo di lavorare di molte aziende italiane, sempre più orientate al lavoro "agile"

Nell'ultimo anno, a causa della pandemia di coronavirus, moltissime aziende italiane hanno scelto, più o meno forzatamente, lo Smart Working per non chiudere e continuare a far lavorare i loro dipendenti. Ora che la campagna vaccinale è però iniziata, e che - in un tempo sempre più prossimo - tutta la popolazione sarà coperta dal rischio del contagio, che cosa ne sarà di questa modalità di lavoro "agile"?

Lo Smart Working nel mondo

Il trend, ormai, sembra segnato, almeno oltreoceano. Grandi aziende come Twitter e Spotify, per esempio, hanno annunciato che i loro dipendenti lavoreranno da casa ‘a tempo indefinito’ anche dopo la fine dell’emergenza. Per Jennifer Christie, responsabile delle risorse umane di Twitter, se i dipendenti sono riusciti a lavorare da casa e vogliono continuare a farlo “per sempre”, Twitter lo “renderà possibile". Non solo: come premio, l'azienda ha previsto un bonus di mille dollari per ogni risorsa per l'acquisto di supporti tecnologici per lavorare da remoto.

L'esempio di Twitter è servito da apripista ad altri colossi, primo tra tutti Microsoft, che ha adottato lo Smart Working permanente ormai da diversi mesi: in questo caso, la soluzione proposta è stata ibrida, con circa una metà delle ore settimanali in ufficio, e l’altra metà da casa.

Anche Spotify, leader indiscusso dello streming musciale on demand, permetterà ai suoi dipendenti di lavorare in smart working per sempre, se lo vogliono, anche dopo l'emergenza Covid-19. "L'efficacia non può essere misurata con il numero di ore trascorse alla scrivania, anzi, dare alle persone la libertà di scegliere dove lavorare incrementa la loro produttività", scrive l'azienda sul suo blog.

Lo Smart Working in Italia

E in Italia? Dopo averlo sperimentato in modo forzato durante l’emergenza, a fine 2020 solo il 6% delle imprese ha dichiarato di voler tornare alle condizioni preesistenti senza Smart Working. E' quello che è emerso dalla terza edizione della survey “Future of Work 2020” rivolta alle direzioni del personale delle grandi aziende italiane, realizzata da Osservatorio Imprese Lavoro. Il 60% delle imprese indica nello Smart Working l’iniziativa più urgente su cui investire per quanto riguarda la gestione delle risorse umane e il 67% mette la digitalizzazione in cima alla lista delle priorità.

Uno scenario, quello di un'Italia sempre più "agile" da un punto di vista lavorativo, realistico e plausibile, che si traduce in un vero cambiamento epocale, con protagonista la tecnologia. Le opinioni sull'argomento sono però contrastanti: c'è chi vede un'evoluzione agile dell'intero sistema e chi invece ne critica profondamente le modalità, che rischiano di distruggere la socialità.

Ecco che allora, realizzare una modalità di Smart Working "sana" potrebbe significare proseguire sulla strada della digitalizzazione, senza però mai perdere di vista il ruolo dell’azienda come luogo di socialità e aggregazione. Una sfida impegnativa, ma che molte aziende italiane sono in grado di vincere.

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